mercoledì 31 dicembre 2008

questa notte ho fatto un sogno


Dovrei forse dire stamane. Ero in un luogo che non conosco. C'era nebbia, come nei giorni di novembre, ma era densa, lattiginosa e io ero su un'altura. Avvicinandomi vedevo con chiarezza una costruzione, un castello, che alla fine però si riduceva a una sola torre e io dovevo salire, interminabili scale e giunta sulla sommità una stanza circolare ricolma di libri in cui mi attendeva una signora sorridente che per un istante ha avuto le sembianze della bellissima Angelina Jolie. A lei ho chiesto e ottenuto un bacio e un dolcissimo abbraccio e persino quano il suo volto è scomparso e di lei non c'era che il ricordo, ero avvolta dal suo magnifico sorriso.
Mi sono affacciata ad una finestra alta per ritrovarmi su un balcone amplissimo senza protezione. Sdraiata pancia a terra dovevo gettare da lì forse un orologio, il tempo invadeva ogni cosa e io avevo paura dell'altezza, ero spaventata e sedotta insieme da quella vastità di cui non potevo scorgere la fine.
Poi mi sono ritrovata a camminare di nuovo in una landa nebbiosa, nebbia bassa, attaccata a terra, affianco di qualcuno che non ricordo, forse Massimo, morto ormai da quasi 5 anni. Non so dove stessimo andando, perché dopo un'osservazione piuttosto stramba su quanto avesse sempre fumato mia madre e la madre (ma questa non credo che sia vero) del mio ex cognato, mi sono svegliata.
Che strano.
Ma tutta quella vastità immensa ancora mi affascina e il sorriso della signora...
Mia signora, la chiamavo io, con un amore di innamorata e di compagna, con la devozione di chi si riconosca ad un livello inferiore ma senza livore nè invidia, anzi con la beatitudine di chi possa contemplare la vera superiorità che esiste tra divino e umano.
Mia signora.

martedì 30 dicembre 2008

l'ultimo viaggio


E quando verrà il dì dell'ultimo mio viaggio
e salperà la nave per non più ritornar,
mi troverete a bordo,
leggero di bagaglio,
quasi nudo,
come i figli del mare.

Antonio Machado

sabato 27 dicembre 2008

è quasi ora di fare la nanna...


dopo un giretto esauriente e istruttivo su bellissimi blog di manine fatate che ricamano e confezionano cose stupende (questa deliziosa gif l'ho presa dal blog L'arcobaleno del cigno, lo trovate tra i preferiti sulla sinistra...), vado a letto, è quasi l'ora in cui i dodici rintocchi della mezzanotte portarono a casa Cenerentola... Bonne nuit!

il blog candy di puntocrocebiz


Eccomi qui, a tentar la sorte anche io per il blog candy di Maria Rosa... ci sono una valanga di partecipanti, ma hai visto mai? Lei è bravissima e questo è il suo link:
http://puntocrocebiz.blogspot.com

In viaggio


Sono nata, certo morirò, nel tempo, fuori del tempo, un cerchio eterno che si chiude su se stesso, come un serpente che afferri la sua coda, la fine infinita di cui parlava Ende ne "La Storia Infinita", ottimo libro, come la maggior parte di quelli scritti dall'autore tedesco.
Intanto vivo e non è poco. Fino a non molto tempo fa esistevo, cercando poi di sopravvivere.
Ora sto vivendo e fa male sulla pelle dell'anima. Decisamente male, come passare attraverso un bosco troppo fitto, come camminare al buio in un roveto.
Alla fine del cammino sarò nuda, pulita, ma colma di saggezza, spero, pronta a ricominciare.

venerdì 26 dicembre 2008

giovedì 25 dicembre 2008

martedì 23 dicembre 2008

riflessioni di una fata che diventa bambina


Dalla notte del Solstizio la luce ritorna, un po' per giorno.
Domani è la vigilia di Natale.
Da Babbo Natale vorrei proprio una scintilla di luce in dono, da intrappolare in un'ampolla fatta da respiro di fata e da usare come lanterna ai miei passi nel buio.
Una luce da custodire, alimentare e tramandare, come il sacro fuoco di Brighid.
Buona festa a tutti.

sabato 20 dicembre 2008

Il Solstizio d'Inverno



Ecco il cancello si spalanca, giunge l'inverno con passo deciso e sulle sue orme silenti metto le mie, per accogliere la luce nuova che torna a rischiarare i nostri giorni e le notti della discesa.

Questa notte entrerà dopo l'una il Solstizio d'Inverno e il sole bambino dal grembo della Terra sorgerà pian piano per disegnare ancora di luce i cammini dei viandanti.

Felice Yule a tutti.

Glastonbury _ Avalon

Per me che non ci sono mai stata, bhè almeno in questa vita...(ghghghgh!), un sorso d'aria buona di casa... e poi la bimba della fine è dolcissima!

giovedì 18 dicembre 2008

un cammino quotidiano


Il mio cammino di ricerca e di scoperta della tradizione e della spiritualità avaloniana e del culto alla dea Madre procede con fasi alterne, per ovvi motivi, la vita decide da sè i suoi tempi.
E mi sono ritrovata come una bambina a chiedermi, quasi ansiosa.. "Che devo fare?" o "Come, dove, quando, perchè?".
Sul sito bellissimo di Argante, Ynis Afallach Tuath, ho trovato una miniera di aiuti, persone in gamba e una seria volontà di crescere insieme rispettando la libertà e i tempi individuali.
Ma a volte la "frenesia" di sapere cosa fare e di volerlo fare mi riassale.
Immagino che sia il retaggio di una educazione ricevuta dove in materia di spiritualità si è più rigidi, schematici, dove l'improvvisazione viene vista con occhio benevolo in una limitatissima casistica...
A me non piace improvvisare. E' la mia natura.
Ma soffoco dentro schemi rigidi che devo assumere solo perchè "si fa così"... quanti bei pianti mi son fatta, quanti sensi di colpa... ti dicono che sei tu che ti fai degli scrupoli quando non dovresti averne, devi sentirti libera... e mi chiedo sempre io "Sì, ma di fare che?"... Si prega così, si fa questo e quello in questa occasione e via dicendo... Anche per questo, non solo per il modo "cinematografico" di intendere la scoperta e la sequela della Dea, non sono mai riuscita ad essere una wiccan, che tanto di moda va oggi con disastrose conseguenze nella vita delle persone che si fermano all'esteriorità e con il cumulo di scempiaggini che si trovano in rete.
Non posso proprio rimettermi in uno schematismo che impone nome, cognome e colore delle candele e loro disposizione, delle pietre e degli oggetti sull'altare.... per favore, no, almeno qui no.
Quando apro il cuore alla Madre e le parlo di me e parlo con lei?
Non mi aspetto di "prenderci il thè assieme", come qualcuno di cui mi raccontava Argante, facendomi ridere fino alle lacrime, non scherziamo.
Ma tenere cuore e mente sgombri dagli schematismi per lei questo sì.
Ed è già molto, molto difficile perché comunque c'è di base una impostazione pregressa che ostacola continuamente.
Ora come ora desidero camminare giorno dopo giorno, seguire il ciclo di guarigione nella tradizione avaloniana e crescere, comprendere, imparare, senza più sbandierare identità che non mi appartengono.
Fino alla scorsa estate potevo senza vergognarmi affermare di essere, o meglio di sentirmi una strega.
Ora non lo farei più. E' cambiato qualcosa in me.
La percezione di me stessa e degli altri.
Ora che comprendo sempre meglio chi sia la strega.
E non cerco di diventarlo. Non più di quanto cerchi di essere una delle "famigerate sacerdotesse di Avalon".
No, davvero.
Voglio solo progredire nel cammino, passo dopo passo, spogliandomi di tutte queste corazze che mi stanno uccidendo, che stanno uccidendo i miei rapporti con le persone che amo ammantandoli d'ansia continua, di timore di sbagliare e quindi di collera e di distacco laddove nel cuore crescono solo amore e tenerezza incapaci di giungere a riversarsi all'esterno, soffocati da un modo d'affrontare la vita che esige sempre e comunque la perfezione laddove non ce ne può essere.
E' anche la mia natura, sono un segno di terra, diffidente, ombroso, restio ad aprirsi, che non si relaziona facilmente con l'altro. Ma non può fermarmi questo quando vedo che mi fa star male o che è sbagliato.
Voglio tornare ad essere una bimba, nuda, semplice, immemore, capace però di sentire, assaporare, comprendere la vita e di impararne i segreti immutabili con saggezza antica.
Programmino niente male, eh? Mi ci vorranno dieci - mille vite?
Non importa, io sono qua.

E grazie ad Argante, alle sorelline della ML dello YAT, a Violet e a tutti coloro che ho trovato sul cammino e che mi hanno aiutata a crescere, anche se sono ancora all'inizio.

Ho un debito di riconoscenza con loro.

mercoledì 17 dicembre 2008

Incanti


"Un bianco bocciolo di fagiolo, poichè è sacro alla Dea,
e noi dobbiamo cercare la sua benedizione in questa Creazione.
Un giallo bocciolo di Ginestra per purificare e proteggere.
Un nocciolo color porpora di Bardana per allontanare gli spiriti malvagi.
Fiorellini gialli della Regina dei Prati, per una natura gentile ed amorosa.
La primula per attirare l’amore.
Ortica per accrescere il desiderio di lui e la passione di lei.
Biancospino per assicurare la felicità di coppia.
La quercia per il vigore di lui nell’atto dell’amore e per dar loro molti bambini.
Ippocastano per l’amore vero e duraturo."

dal Libro di Taliesin

Il mio Bosco incantato


Esisti dentro di me,
Bosco antico,
Bosco incantato,
dove luminose fate e ridenti ninfe giocano con le tue foglie e i tuoi ruscelli,
dove gli animali usano un linguaggio che io comprendo,
dove sosto per ritemprare l'anima e le forze,
dove con reverente immutabile stupore
innalzo il mio canto
e sciolgo la mia danza
alla Luna,
sorella e madre e confidente silente
dei miei sogni
e del mio vagare eterno
di vita in vita,
passo dopo passo,
inesausto andare di una viandante che cerca l'Armonia,
il sorriso fecondo
della Signora di Avalon.

martedì 16 dicembre 2008

memorie, ricordi e pensieri


Mi chiedo spesso se abbia ragione la mia fede di nascita, quando afferma che non si viaggia tra le vite. Da una parte lo spero. Ma non riesce a spiegare gli echi delle memorie, i ricordi sbiaditi, i pensieri improvvisi come folgorazioni su qualcosa che si è certi di non aver conosciuto in questa vita.
Ti dicono, gli scienziati, che sono scherzi della mente.
Come se il tuo cervello, non avendo niente di meglio da fare, da corpo estraneo in te, si mettesse lì a giocare con qualcosa per darti una fregatura.
Sarò ignorante, ma a me pare stranuccia sta spiegazione.
Provate a parlare con un medico di dèjà vu, vi riderà in faccia.
Io sono gemella, mia sorella diceva ad alta voce assieme a me nello stesso istante di aver già vissuto quella sensazione, quella situazione, eppure i percorsi neurali di ciascuno sono unici e irripetibili pure per chi, come i gemelli, compie il medesimo cammino di esperienze e di apprendimento.
Ho perso questa sensibilità nel percepire le situazioni in replica dopo i venti anni, sui trenta.
Ora riesco a "sentire" il mondo che vive attorno a me, la gioia, il dolore, il silenzio delle piante che vivono, la vita che ovunque pulsa.
A volte mi lascio di proposito tutto dietro le spalle, forse perché mi fa paura questa cosa, come una bambina per cui il buio sparisce quando chiude gli occhi.
Magari ci vorranno anni per far mia questa parte di me.
Vorrei poter trovare qualcuno capace di aiutarmi seriamente, niente ciarlatani o improvvisatori con l'anima altrui.
Purtoppo però, maestre dei misteri femminili, quelle vere, non ce ne sono forse più e se ce ne fossero, chi saprebbe riconoscerle? Non io, purtroppo. E c'è da dire che loro stesse farebbero di tutto per restare celate.
Anime incantate che trattengono saggezza antica magari in un corpo giovane.
E io mi rendo conto che non so come cercarle, come trovarle, come giungere fino a loro, se ce ne sono ancora.
Forse la sola maestra cui posso far riferimento è la Natura.
Dovrò imparare ad amarla di più, da dentro, anima contro anima, cuore contro cuore, a comprenderla e a fidarmene, anche quando non la comprenderò, ad accettarla, a proteggerla, ad essere una vera figlia della Terra e sperare di riuscire ad imparare.

lunedì 15 dicembre 2008

animale totemico


Oggi ho trovato in rete un metodo per cercare il proprio animale totemico e l'ho seguito, con tutta tranquillità, chiusa nel bagno (!) del lavoro...
Ero in un bosco, sono arrivata ad una grotta e sono entrata. Mi è venuto incontro un grosso ragno nero (!!!) e mi ha condotto in un budello buio in fondo alla grotta, sono entrata dentro dietro di lui, sperando che non ce ne fossero altri, sperando di non finire in un covo di ragni o di cadergli sopra... siamo andati giù molto, al buio, sentivo l'odore della terra bagnata mentre ci scivolavo dentro, le radici come milioni di braccia e di mani attorno a me, fino a che sono caduta seduta in una specie di radura, ampia, sotterranea. Il ragno se ne è andato. Mi sono ritrovata dentro un antro sotterraneo, l'oscurità si è dissolta pian piano e ho percepito una luce azzurrina. C'era silenzio, da principio. L'aria era greve, pungente, odorosa. Poi ho sentito il rumore dell'acqua. Allora mi sono alzata e ho attraversato la radura e mi sono ritrovata in una seconda grotta, non molto ampia, tondeggiante, vedevo la volta rocciosa, ma c'era luce e un fiumiciattolo ai miei piedi che rumoreggiava chioccolando in una polla, un minuscolo laghetto. Sono stata avvolta dalla gioia genuina della scoperta. Mi sono seduta lì, sulle pietre muscose e umide del greto e ho atteso. Per un po' non è accaduto nulla, poi si è avvicinato un serpente, verde bosco, mi ha guardato, si è accostato all'acqua, sembrava bevesse. L'ho persino toccato, era freddo ma vivo, non repellente, era vivo... però poi si è immerso nell'acqua e nuotando in superficie si è allontanato.
Ho atteso allora ancora un po'.
Ho sentito uno sbattere di ali sopra la mia testa e sollevando lo sguardo ho visto un uccello notturno, un gufo? Una civetta?
Si è fermata accanto a me, era una civetta. Si è poggiata con grazia sul mio braccio destro, ho sentito i suoi minuscoli artigli nella mano, nel polso.
Ci siamo guardate a lungo.
Poi l'ho accostata a me. Si è lasciata carezzare. Ha ripreso il volo e io l'ho seguita. Mi ha portato in un budello roccioso dove giungeva la luce, in salita, ansimavo dietro di lei, fino a che siamo uscite nel bosco, dietro la grotta dove ero entrata.
Prima di uscire ho avuto un attimo di esitazione. L'avrei rivista ancora, la mia piccola amica, la mia compagna?
Ma lei attendeva che uscissi e io l'ho fatto.
I miei orecchini che avevo poggiato all'inizio, su un sasso accanto alle nodose radici di un albero, non c'erano più. Qualcuno aveva accettato la mia offerta.

La civetta è il mio animale guida, il mio compagno di viaggio.
Ora non mi resta che documentarmi su di lei.

La mia casa, la mia segreta dimora, il luogo della mia anima


Io sono qui, ci sono sempre, anche quando apparentemente ne esco per vivere al di fuori di me stessa costretta a dovermi relazionare con chi mi sta accanto nel quotidiano.
Sono una solitaria di natura, preferirei di gran lunga poter vagare nel silenzio animato di suoni e di passi del mio bosco che questi giorni susseguenti di folle inutilità che mi costringono a venire in contatto con chi è infinitamente diverso da me più che la notte dal giorno.
Sono una solitaria che ama la compagnia dei suoi amici animali e delle sorelle di cammino.
Sono una solitaria che si rifugia nella sua casa che ormai è il luogo della sua anima, nella speranza e con il sogno di poterne prima o poi avere una davvero, in pietra e legno, dove custodire segreti e rituali, erbe essiccate e libri, un gran camino e una buona stufa a legna, un calderone e un angolo nascosto dedicato a Colei che tutto genera, una sedia a dondolo accanto al camino e cesti di lavoro a maglia e ricamo a punto croce, una dispensa colma di marmellate e di frutti della terra, una cesta accanto alla stufa per il mio gatto, una femmina nero ebano con occhi di giada o topazio di nome Luna che esiste solo nei miei sogni e un luogo tranquillo e ombroso per un gufo o una civetta, mentre accanto alla casa vorrei che facessero il loro nido i corvi dal nero piumaggio.
Ecco, questa è la mia visione. La mia dimora, nel fondo del Bosco, luogo di vita vera popolato da entità sottili e da animali che hanno conservato un proprio linguaggio, laddove sono ancora capace di intenderlo.
Sento invece tutta la mia vita di sempre come una costrizione, una cruda corazza che come un bozzolo mi sta cristallizzando fino alla morte e non so come uscirne.
Spesso qui torno, in questa casa che è solo mia, anche quando sembra che abbia preso altri cammini, perché in nessun altro luogo o tempo io mi sento davvero libera e me stessa come quando sono qui.

domenica 14 dicembre 2008

La via attraverso il Velo



Il velo della nebbia, porta sui mondi, che separa ciò è reale da ciò che esiste solo nei mondi sottili, ciò che vive ora e ciò che vive sempre.
E io cammino, scendendo nel ventre oscuro della Terra, seguendo l'eco dei miei passi nella nebbia, in attesa che il velo si sollevi.
La discesa è iniziata. Lo vedo nel mio quotidiano. E io sto soffrendo e spesso sono arrabbiata! Ma è questo scendere. Porto tra le mani la lanterna della consapevolezza e mi inoltro nel profondo del Bosco, fino alla Grotta.
Tutto questo esiste dentro di me e negarlo sarebbe sciocco, metterlo da parte da codardi.
Meglio guardarlo in faccia, non posso fingere che non esiste perché "non dovrebbe".
E intanto il tempo trascorre anche senza di me.
Tanto vale che io lo assecondi e lo percorra.

sabato 13 dicembre 2008

nel cammino




attesa dell'inverno... alla ricerca del cammino... la Signora del Bosco che cerca qualcosa che sempre la precede ma l'accompagna anche nel suo andare...

(questa bellissima immagine è opera delle manine fatate di Argante, http://ilfiloincantato.splinder.com/)

tempo di agrifoglio



L’agrifoglio (Ilex aquifolium) è divenuta per tradizione pianta natalizia, come il classico vischio di Capodanno. Pianta natalizia perché si usa, ormai da tempo, ornare gli omaggi scambiati in questa ricorrenza con un rametto di agrifoglio, meglio se pieno di bacche. L’ agrifoglio è una specie spontanea in Svizzera; il genere Ilex annovera centinaia di specie e un numero indefinito di ibridi e varietà sia orticole che spontanee.
La specie tipica Ilex aquifolium trova vasta diffusione nei boschi dell’area mediterranea-atlantica, e da Nord Europa sino agli Urali. Pianta che si adatta facilmente a diversi habitat, predilige i boschi di faggio, e i terreni sciolti e freschi, poco calcarei.
Una caratteristica: le foglie sono quasi sempre spinose sino a una certa altezza: le spine fogliari, infatti, compaiono perché la pianta nel suo habitat naturale si deve difendere soprattutto dall’assalto degli animali: infatti, sui rami alti, oltre l’altezza raggiungibile dagli erbivori, le foglie si fanno meno spinose.
Si coltivano inoltre con estrema facilità le stupende varietà a foglie variegate di giallo, bianco e anche rosa. Le belle bacche lucide, rosso vivo, compaiono all’inizio dell’inverno solo sulle piante femminili, in quanto l’agrifoglio è una pianta dioica, cioè gli organi sessuali si trovano su soggetti distinti. Una pianta femminile deve trovarsi però entro un raggio di 30 metri da quella maschile della stessa specie perché i suoi fiori siano impollinati, rendendo così possibile la produzione delle bacche. Quest’ultime restano attaccate alla pianta e sono particolarmente ricercate dai merli e dai tordi. Per noi questi frutti sono invece velenosi e la loro ingestione provoca disturbi intestinali.
Questa pianta da tempo immemorabile sollecita la fantasia popolare. Per le sue foglie sempreverdi e coriacee, simboleggia l’immortalità ed è quindi associata al Natale e a Cristo, dispensore della Vita eterna. Un tempo si pensava che le sue foglie potessero tenere lontani gli spiriti maligni, tanto che le fronde venivano appese nelle case e stalle per tenere lontani sortilegi e malattie. L’uso più diffuso dell’agrifoglio è però legato alla preparazione di ghirlande e festosi per decorare le porte e farne omaggio ai propri cari.

Caratteristiche morfologiche:
* Arbusto o piccolo albero sempreverde, alto da 2 a 10 m.
* Corteccia del fusto da giovane liscia e verdastra, con l'età diventa prima grigia giallastra, poi nerastra e fittamente incisa.
* Rametti giovani verdi.
* Foglie alterne, coriacee, a margine ondulato e spesso spinoso, verdi scure e lucenti di sopra, più chiare ed opache di sotto.
* Specie dioica: fiori regolari, piccoli (8 mm di diametro), bianchi, raggruppati alla ascella delle foglie dell'anno precedente. Fiori maschili e femminili su alberi separati.
* Frutti: frutti carnosi (drupe), ovoidi, di colore rosso vivo, velenosi, contenenti 2 - 4 semi

Caratteristiche biologiche ed ecologiche:
* Longevità: fino a 300 anni; crescita lenta.
* Fioritura: da maggio a giugno.
* Impollinazione entomofila; disseminazione ad opera degli uccelli.
* Specie esigente di umidità atmosferica (suboceanica) e di ombra (sciafila).
* Evita i suoli pesanti a tessitura argillosa.
* Si trova su suoli più o meno ricchi di basi, a ph variabile, ma preferibilmente acido

Sfruttamento del legno, usi e proprietà della pianta.
Il legno, di colore avorio o bianco verdognolo, è semiduro, compatto e di grana fine; è apprezzato per la fabbricazione di pezzi di macchine, di attrezzi e di lavori al tornio, è suscettibile di buona colorazione. La corteccia contiene un principio amaro (ilicina) ed i frutti hanno proprietà purgative molto violente. La foglia dell'Agrifoglio si usa come febbrifugo e come amaro. In Italia la richiesta è quasi nulla. I rami con frutti sono ricercati in inverno dai fioristi. Dalla corteccia si estrae una sostanza che può sostituire il vischio.

Proprietà farmaceutiche: Diuretiche, tossifughe, antireumatiche, antiartritiche, febbrifughe.
(Droga usata: corteccia e foglie)

l'agrifoglio è specie selvatica protetta in natura, mai sradicarlo, mai estirparlo o tagliarlo fino a ridurlo a un moncone, si può tranquillamente acquistare in un buon vivaio.

http://www.lugano.ch/lacitta/archivio.cfm?ID=C6EB071655514CEEC1256C3D0020C487&art=A98CF9FA05B259C9C1256C3D00291E2B
http://www.fungoceva.it/alberi/agrifoglio.htm

Nebbia


Come velo tra i mondi la nebbia resta sospesa nell'aria, sfumando i contorni di ciò che è così che appaia come qualcosa di indefinito.
Piove qui, ormai, nel mio Bosco ove ha luogo la mia Dimora, da diverse settimane e la nebbia è signora dell'aria e della terra e io vi guardo attraverso, cercando di scorgere la via.

venerdì 12 dicembre 2008

Santa Lucia o il 13 dicembre


Santa Lucia da Siracusa (Siracusa, 283 – Siracusa, 304) è stata una santa romana, venerata dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Morì martire durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa.

In Svezia Lucia è molto venerata, sia dalla chiesa cattolica, che da quella luterana.

I bambini preparano biscotti e dolciumi a partire dal 12 dicembre. La mattina del 13, la figlia maggiore della famiglia si alza ancor prima dell'alba e si veste con un lungo abito bianco legato in vita da una cintura rossa; la testa è ornata da una corona di foglie e da sette candele utili per vedere chiaramente nel buio. Le sorelle, che indossano una camicia bianca, simboleggiano le stelle. I maschi indossano cappelli di paglia e portano lunghi bastoni decorati con stelline. La bambina vestita come santa Lucia sveglia gli altri membri della famiglia e serve loro i biscotti cucinati il giorno precedente.

Nel paese scandinavo è diffusa una tradizionale canzone di santa Lucia (Luciasången) che non è altro che la celebre "santa Lucia" napoletana adattata con un testo in lingua svedese. In diverse città alcune bambine sfilano vestite come santa Lucia intonando il Luciasången di casa in casa.

Ogni anno c'è un'elezione per la Lucia di Svezia che, infine, raggiunge la città siciliana di Siracusa, durante i festeggiamenti di Santa Lucia, partecipando anche alla processione dell'ottava, quando il simulacro di Santa Lucia viene ricondotto in Duomo.

www.wikipeda.it

I miei figli del bosco


Penso spesso a loro, ai quieti rifugi nel cuore del bosco, al loro vagare nei prati abbandonati, nei campi spogli e sempre più radi, saltellando nelle sempre più rare siepi alla ricerca del cibo e di riparo.
Ho trovato qualche suggerimento in rete che riporto per chi volesse provvedere.

E' tornato l'inverno e molti uccelli si sono diretti a sud. Quelli che invece passano l'inverno qui spesso rimangono in prossimità delle città e dei giardini. Hanno imparato che in condizioni avverse è decisamente più probabile trovare cibo qui che nei boschi o nei campi. Nutrire gli uccelli è anche nostro interesse, poichè sono indispensabili per l'equilibrio dei giardini, infatti dall'inizio della primavera fino ad autunno inoltrato essi si cibano di ogni sorta di parassiti: lumache, lumaconi ed afidi, contribuendo così allo splendore dei nostri giardini: un motivo in più per incoraggiarli a visitare i nostri giardini e i nostri balconi anche d'inverno.

Banchetti per uccelli
Usate la vostra immaginazione per creare un pasto appetitoso e nel contempo decorativo per i vostri ospiti piumati. Suggeriamo dolci con semi di carvi, mele, bastoncini di miglio, tortini di sugna, collane di noccioline e gustose pigne.
Costruire mangiatoie per uccelli e preparare dolci con semi di carvi, tortini di sugna o gustose pigne e stare a guardare gli uccelli banchettare è un passatempo affascinante sia per gli adulti che per i bambini in un periodo in cui non ci sono molte piante da ammirare. Tenete un libro di ornitologia a portata di mano per controllare i nomi delle specie a voi sconosciute.

Ricetta per tortini di sugna
Occorrente:

1 chilo di sugna non salata

750 grammi di semi di carvi

Spago robusto

Stampini (come bicchierini da caffè in plastica, vasetti per yoghurt, lattine)

Padella

Scaldate la sugna in una padella fino a scioglierla, aggiungete i semi di carvi e mescolate. Tagliate dei pezzi di spago di circa 30 cm e infilateli negli stampi. Versate la sostanza negli stampi e lasciatela raffreddare. Appendete i dolci in giardino così che siano fuori portate dei gatti e possiate vederli da casa, oppure usateli per decorare la mangiatoia per gli uccelli. Potreste anche appendere i dolci in sacchetti a reticelle simili a quelli per gli agrumi.

Ricetta per pigne gustose
Occorrente:

Grosse pigne

Burro d'arachidi

Semi di carvi

Spago

Pirofila

Mettete uno strato di semi di carvi nella pirofila. Legate un pezzo di spago attorno alla pigna, lasciandone un pezzo in più per poterla poi appendere. Coprite tutta la pigna con burro d'arachidi poi fatela rotolare un po' nei semi di carvi finchè non sarà completamente coperta da semi. Scrollate la pigna per far cadere i semi in eccesso e appendentela, magari fuori dalla finestra.

Ricetta per dolce ai semi di carvi
Occorrente:

Un pezzo tondo e piatto di spugna

1 chilo di sugna non salata

Padella

Coltello

Piatto grande

Miscela di semi, come semi di carvi, di lino e noccioline.

Sciogliete la sugna in una padella (senza scaldarla troppo). Tagliate una grossa fetta di spugna e coprite con la sugna tutti i lati. Passatene i lati nei semi di carvi e decoratene la sommità con altri semi. Per ottenere un effetto più realistico mettete la fetta su un piattino di carta sulla mangiatoia per uccelli o sul davanzale.

Questa è un'attività ideale per le domeniche uggiose o le feste di compleanno. (Nell'ultimo caso potrebbe essere consigliabile far indossare ai bambini dei grembiuli ricavati dai sacchi della spazzatura). A seconda del numero dei bambini potreste dover raddoppiare gli ingredienti.

Altre idee creative
Casetta-mangiatoia per uccelli
Occorrente:

Una bottiglia di plastica trasparente con tappo

Fil di ferro

Punteruolo

Forbici affilate o coltellino

Praticate un foro appena sotto il tappo su entrambi i lati della bottiglia. Fate passare il fil di ferro attraverso i buchi e piegatelo in modo da formare un attaccapanni. Prestando la massima attenzione ritagliate un quadrato di 5 x 5 cm dal fondo della bottiglia. Riempite la bottiglia di semi di carvi fino all'altezza dei fori.. Appendetela su un albero o sulla corda del bucato.

Mangiatoie per uccelli
Le mangiatoie per uccelli sono facili da fare, ma ovviamente potete anche comprarle già fatte di qualsiasi forma o dimensione. Una grossa ciotola sul davanzale o semplicemente un punto sul prato, ovviamente sgombro di neve, potrà servire come zona pranzo per gli uccelli.

Suggerimenti

Cibate gli uccelli solo in inverno. Date loro piccole porzioni, preferibilmente al mattino o nel tardo pomeriggio.

Quando la temperatura scende sotto zero, ricordatevi di mettere sempre a loro disposizione dell'acqua. Assicuratevi però che gli uccelli non possano bagnarvisi. Quando nevica gli uccelli non hanno bisogno di acqua extra.

La margarina funge da lassativo ed è perciò inadatta agli uccelli.

Pulite regolarmente le mangiatoie, per evitare la diffusione di malattie.

Seminate del cardo dei lanaioli nel vostro giardino. Non solo i capolini essiccati sono estremamente decorativi, ma gli uccelli ne adorano i semi.

Gli uccelli adorano le bacche, quindi degli arbusti con delle coloratissime bacche attireranno frotte di uccelli sui vostri balconi o nei vostri giardini.

Mettete un campanellino sul collare del gatto e tenetelo in casa subito dopo aver dato da mangiare agli uccelli.


www.bakker-it.com

Solitaria


Ero una bimba solitaria, anche se gemella e sono rimasta solitaria.
Ho sempre cercato amore, appoggio, affetto e amicizia, ma da sola sto benissimo.
Non soffro di solitudine, la solitudine è un porto conosciuto ove spesso approdo.
Amo la sorellanza, in essa mi ritrovo e mi nutro.
Seduta ai bordi del Lago accanto al Cigno che mi condurrà oltre il Velo.
E danzo nella mia anima come ninfa di neve, candido fiocco libero nel cielo freddo, al suono di una musica che lascia queste sponde mortali per prolungare la propria armonia nell'infinito eterno cerchio.

Questa è la mia casa


Questa è la mia casa, il mio luogo segreto, la soglia oltre la quale solo io potrò accedere, perché ho bisogno di questo spazio mio, solo mio, dove poter sostare in semplicità nel fondo del Bosco, là dove si trova la mia Dimora.
Sono io la Signora del Bosco, luogo di incanti e di sogno, di certezze che dileguano nell'ombra, di piccoli passi che percorrono lunghe vie.
E solo io dirigerò il mio cammino con mano ferma e determinazione, alla ricerca della Via che brilla nell'oscurità, percorrendo giorno e notte un cammino solitario popolato da altri passi e visi e voci e suoni.
Questa è la mia casa e io oggi ne prendo possesso per sempre.