giovedì 12 febbraio 2009

riflessioni a voce alta


Il mio mondo ha subito scossoni, impoverimenti, abbagli, deviazioni, riprese, riemersioni e ricadute... è il cammino di tutti, specie delle donne, così ricche di complessità e di sfaccettaure.
Ma sono qui, sono ancora qui, ci sono oggi, ci sarò domani, sarò ancora.
Perché sto scoprendo che la vita, quella vera, non muore.
La tua fede può darle qualunque nome, ma io mi sento a casa mia qui, con mia Madre, quella che non ho mai avuto nel sangue, quella che finora mi è stata negata anche nell'anima. Mia madre è una donna, nel senso pieno di questa affermazione.
Donne oggi non se ne trovano più, qualche sciatta femmina in giro si spaccia per ciò che non comprende e i risultati si vedono.
Una donna è contenta della sua condizione in mezzo alle difficoltà, al dolore del quotidiano, alla fatica dei giorni; è madre e sorella, moglie, amante e vedova, sposa e nubile, giovane o vecchia che sia.
E io finora ho sempre temuto la mia femminilità e attorno vi scorgo ancora un muro eretto da maschi e da me nel tentativo di mascolinizzarmi per essere accettata.
Quando l'immensa ricchezza del mio essere donna è incomparabile.
Mi ci vorranno anni per comprenderlo appieno e accettarlo, viverlo e renderlo fecondo con pienezza, forse tutto il resto della vita.
Non importa. Per la prima volta, non sento la terra franarmi sotto i piedi.
E forse lo devo anche a quella testona di mia sorella gemella, così difficile da amare, così risoluta, così diversa da me.
Grazie. Mi sta aiutando a relazionarmi con me stessa per potermi relazionare con gli altri e di problemi ne ha tanti pure lei, ma proprio tanti.
Ma io credo che la Madre ci chiami.
Un domani forse vedremo dove ci ha condotte.
Il potere della donna è immenso, ella trascina con sè i figli, il marito, la casa.
Se la donna è stabile, tutto il mondo è nei cardini, altrimenti tutto crolla.
Voglio recuperare questa dimensione femminile di cui sento nostalgia ma che non ho mai avuto coraggio di vivere finora.
Dentro di me mi son sempre sentita un maschietto.
Perchè è tutto così banalmente semplice per gli uomini.
Non ho avuto finora il coraggio di sollevare lo sguardo sulla mia intima essenza, su quell'anima ancestrale che mi porto dentro da sempre e riconoscermi.
Questo è il mio cammino.
E non grazie alla fede in cui sono stata battezzata, che misericordiosa che voglia essere, schiaccia e schiaccerà sempre le donne, inferiori da tenere sotto controllo, sotto il tacco della scarpa, da spersonalizzare facendone oggetti di desiderio e di potere, di conquista e di servizio, sempre e solo oggetti.
Se fossi stata celta o vichinga o antico egizia, mi sarebbe parso assurdo tutto questo.
Invece sono figlia di ebrei, greci e latini, il fior fiore del becero infimo maschilismo, gente che ha paura e che non si ferma a comprenderne i motivi, si limita a devastare e distruggere.
Crescendo, le mie figlie saranno messe in guardia contro l'ipocrisia del mondo in cui vivono, in cui la donna è libera solo di essere umiliata, stuprata, mercificata, spogliata, usata per la pubblicità, ma non di portare avanti una gravidanza, ammettere ad alta voce una cosa inconfessabile (guardate le pubblicità in merito...!!!) come il ciclo mestruale, scegliere un lavoro, un compagno, una vita... perché è resta "solo" una donna...
Non sono fiduciosa, non credo che questa mentalità possa scomparire. Dovrebbero tornare le sagge genti del neolitico, i maschi specialmente, che per 4/6 mila anni hanno vissuto questa realtà, mentre da meno di 2500 ne viviamo altra totalmente opposta...
Le aiuterò a difendere l'infinita bellezza che portano dentro perché non venga svilita e macchiata dal maschietto di turno che crede di valere qualcosa in virtù di quello che porta tra le gambe, accessorio di cui è stato dotato da madre natura e che i più non sanno nemmeno usare bene...
E non sono femminista, no, non appartengo a quella becera schiera di femmine che volevano diventare dei maschi e averne il potere, non donne e averne i diritti...
Sono una figlia della Madre, che amo, venero e prego.
Da oggi in poi, con il viso alto e senza mortificazioni e dubbi.
Sono pagana?
Lo sono sempre stata.
Sto solo tornando a casa mia.

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