sabato 28 febbraio 2009

Paganesimo oggi


Sembra anacronistico, una nostalgia per qualcosa che fu e che con duemila anni di cristianesimo che hanno spazzato via anche i ricordi, sovrascritto le memorie, demonizzato le credenze, non può più esistere.
Ieri Argante mi faceva riflettere... Siamo pagani, non neopagani, non ci inventiamo niente, non lavoriamo di fantasia per costruirci un mondo virtuale, così simile a un gioco di ruolo aggiungo io, ma siamo pagani, cerchiamo le nostre radici storiche, culturali, magari anche rituali, vogliamo ritrovare un filo di congiunzione con ciò che è stato, perché torni a vivere, ad esistere, con amore, passione, dedizione, serietà.
Sì, decisamente. Grazie ad Argante e all'Ynis Afallach Tuath...

venerdì 27 febbraio 2009

la mia casa, luogo del cuore


Sono qui, nella mia casa. Luogo del cuore. Dove l'anima respira l'infinito e non smarrisce più la via imprigionata dal dolore di non essere adeguata ai desideri di altri.
Sì, sono qui da sola. Ma non sono mai sola.
Mai, non lo son mai stata.
La mia solitudine è abitata.
Avverto con forza la presenza della vita che pulsa dentro e fuori di me. Mi ha sempre fatto compagnia, la migliore.

giovedì 26 febbraio 2009

Solitaria


Il cammino che ho intrapreso è personale e solitario, certo, ma a volte avverto con acuta nostalgia il desiderio di avere un compagno di viaggio. Sono benedetta dalla Dea, ho una gemella. Vorrei poter camminare con lei, con le ovvie differenze di scelta e di percorso, ma in fondo, perché no? ^^

mercoledì 25 febbraio 2009

nuovo anno lunare


Febbraio/Marzo 2009


Cari Amici,
la Lunazione del Vento, la dodicesima di questo anno, si inaugura il 25 febbraio con un Novilunio in pesci.
Con questa lunazione finisce l'anno lunare, il primo per Nuovelune Web Ring.

Vi auguriamo un felice passaggio nei giorni dell'Equinozio di Primavera.

Nuovelune Web-Ring
www.ilcalderonemagico.it

martedì 24 febbraio 2009

Nella mia casa


Sono qui, nella mia casa, nella dimora del mio spirito, sono qui perché voglio esserci, perché non posso non esserci, perché qui non sento più quell'infelice stato di perenne ansia e di tormento che provavo prima, quando pure ero vicina a Colui che amavo, che tuttora amo... Ora ho pace, pace in guerra, ma pace. Ed è una condizione del tutto nuova e così a lungo desiderata per me...
E lo devo a un culto pagano, antico, ancestrale, bellissimo...
Sì, sono a casa mia.

Caccia indiscriminata: contro la legge Orsi

....'Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree
protette, possibili abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e
tante altre nefandezze.'........

Segnalazione della LAC Veneto - lacveneto@ecorete.it

Questo messaggio sta gia' girando in varie liste e forum, quindi forse
l'avrete gia' letto, ma qui aggiungiamo anche gli indirizzi email dei
parlamentari a cui inviare la nostra protesta, quindi leggete e partecipate!

In breve:

La bozza di Disegno di Legge del senatore Franco Orsi: una lista di
vergogne senza fine!

Dal Senato della Repubblica parte in questi giorni uno dei più gravi
attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra
stessa sicurezza: una bozza di disegno di legge di totale
liberalizzazione della caccia. E' firmato dal senatore Franco Orsi,
relatore incaricato di predisporre un testo base unificato, in seno alla
Commissione Territorio/Ambiente del Senato di una dozzina di altri ddl
"spara-tutto".

Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree
protette, possibili abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e
tante altre nefandezze.

La legge 157/1992, l'unica legge che almeno in parte tutela gli animali
selvatici nel nostro Paese, sta per essere fatta a pezzi.
Ci hanno provato qualche anno fa e non ci sono riusciti, ora ci provano
di nuovo. Fermiamoli ancora una volta!

Piu' oltre la "lista degli orrori" dettagliata, qui invece gli indirizzi
per chiedere che tutte queste proposte di legge siano bloccate.
Potete usare il messaggio-tipo o scriverne uno voi, basta che evitiate
di insultare: scrivere insulti ai parlamentari e' la cosa piu' stupida
che si possa fare, quello che dobbiamo far vedere loro e' che la
maggioranza dei cittadini e' CONTRO la caccia, e chiedere loro di
rispettare le nostre richieste (e insultandoli non le rispetteranno di
certo).

Scriviamo ai componenti della Commissione Territorio/Ambiente del Senato
(se vi torna indietro qualche messaggio d'errore, non importa, vuol dire
solo che la loro casella si e' riempita!):

bruno_f@posta.senato.it, monti_c@posta.senato.it,
deluca_v@posta.senato.it, fluttero_a@posta.senato.it,
alicata_b@posta.senato.it, bonino_e@posta.senato.it,
chiti_v@posta.senato.it, coronella_g@posta.senato.it,
dellaseta_r@posta.senato.it, dellutri_m@posta.senato.it,
digilio_e@posta.senato.it, gallone_m@posta.senato.it,
leoni_g@posta.senato.it, mazzuconi_d@posta.senato.it,
molinari_c@posta.senato.it, nessa_p@posta.senato.it,
oliva_v@posta.senato.it, orsi_f@posta.senato.it,
peterlini_o@posta.senato.it, russo_g@posta.senato.it,
soliani_a@posta.senato.it, viceconte_g@posta.senato.it

oppure, col ";" come separatore:

bruno_f@posta.senato.it; monti_c@posta.senato.it;
deluca_v@posta.senato.it; fluttero_a@posta.senato.it;
alicata_b@posta.senato.it; bonino_e@posta.senato.it;
chiti_v@posta.senato.it; coronella_g@posta.senato.it;
dellaseta_r@posta.senato.it; dellutri_m@posta.senato.it;
digilio_e@posta.senato.it; gallone_m@posta.senato.it;
leoni_g@posta.senato.it; mazzuconi_d@posta.senato.it;
molinari_c@posta.senato.it; nessa_p@posta.senato.it;
oliva_v@posta.senato.it; orsi_f@posta.senato.it;
peterlini_o@posta.senato.it; russo_g@posta.senato.it;
soliani_a@posta.senato.it; viceconte_g@posta.senato.it

Come oggetto del messaggio mettete il vostro nome e cognome.

Messaggio-tipo:

-------------
Buongiorno,

scrivo per sostenere la seguente petizione:

Alla Commissione Territorio/Ambiente del Senato

In merito al disegno di legge in materia di caccia, firmato dal senatore
Franco Orsi.

Dato che:

- l'attuale legge 157/1992 gia' ora protegge gli animali selvatici in
modo insufficiente e i cacciatori hanno ampia liberta' e quasi nessun
controllo;

- il nuovo disegno di legge intende peggiorare di molto la legge 157
introducendo una serie di privilegi per i cacciatori e ancor meno tutela
agli animali e alla natura;

- i cacciatori sono solo l'1% della popolazione italiana;

- la stragrande maggioranza dei cittadini italiani e' contro la caccia,
un'attivita' il cui solo scopo e' quello di ammazzare chi non si puo'
difendere per puro divertimento;

- i cacciatori sono un pericolo per l'incolumita' pubblica e rendono la
vita impossibile a chi vive o lavora in campagna e in montagna.

I sottoscritti cittadini CHIEDONO

- che questo disegno di legge venga bocciato e assieme ad esso tutti gli
altri ad esso aggregati che hanno l'unico scopo di far divertire i
cacciatori a spese degli animali, della natura, dei cittadini.

In fede,
.. nome cognome ...

-----------------

Ricordatevi di mettere il vostro nome e cognome in calce alla lettera.

Qui sotto sono spiegati in dettaglio gli orrori di questo disegno di legge.


Sparisce l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la
tutela della fauna. L’Italia ha un patrimonio indisponibile, che è
quello degli animali selvatici, della cui tutela non sarebbe più
compartecipe

Scompare la definizione di specie particolarmente protette.
Animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le
cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari
protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale.

Si apre la caccia a molte specie lungo le rotte di migrazione.
Un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in
aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli
uccelli migratori, come i valichi montani

Totale liberalizzazione dei richiami vivi!
Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti prigionieri in
piccolissime gabbie per attirarne altri. Già oggi questa pessima pratica
è consentita, seppure con limitazioni. Ma il senatore Orsi vuole
liberalizzarla totalmente.
Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato.
Spariranno gli anelli di riconoscimento per i richiami vivi. Sarà
sufficiente un certificato (con possibilità illimitate di falsi e di
riciclaggi) . Uno per tutti!!!

Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere
usate come richiami vivi. Anche le peppole, i fringuelli, ecc.


700 mila potenziali imbalsamatori
I cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover
rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole.
Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente
animali selvatici e imbalsamarli?

Mortificata la ricerca scientifica
L'Autorità scientifica di riferimento per lo Sato (l'Istituto Nazionale
per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente
sostituta da istituti regionali.
Gli istituti regionali rilasceranno pareri su materie di rilevanza
nazionale e comunitaria.
Potenziale impossibilità di effettuare studi, ricerche e individuazione
di standard uniformi sul territorio nazionale.

Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili.

Un'incredibile formulazione del testo Orsi rende possibile la caccia in
deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei
Parchi e nelle altre aree protette !

Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio
regionale!
Norma offensiva! Chi protegge "troppa" natura sarà punito. Come se
creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi
sereni, fosse un dramma.

Licenza di caccia possibile a 16 anni.
Invece che educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i fucili!

Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti
eccetera!
Un articolo incredibile, che dà a i sindaci poteri di autorizzare
interventi di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle
più elementari norme europee. Basterà che un singolo animale "dia fastidio".
Un vero e proprio Far West naturalistico.

Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili.
Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell'Unione europea,
non sono bastate due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore
Orsi regalerà alle regioni Veneto e Lombardia, ovvero agli ultrà della
caccia, la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e
di farlo con leggi regionali. E le multe per le ripetute infrazioni
europee le pagheremmo noi!

Caccia con neve e ghiaccio.

Si potrà cacciare anche in presenza di neve, o acque con superfici
ghiacciate, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a
reperire cibo, rifugio, riparo.

Ritorno all'utilizzo degli uccelli come zimbelli!
Puro medioevo! Le civette legate per zampe e ali e utilizzate come esca!

Ridotta la vigilanza venatoria.
Le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel
Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d'Europa, cosa fa il
Senatore Orsi? Riduce la vigilanza!

Cancellato l'Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico
nazionale.
Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno
ridotte da quattro a tre.

E altro, tanto altro ancora.

http://www.ynis-afallach-tuath.com/public/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=253&mode=thread&order=0&thold=0

lunedì 23 febbraio 2009

howard carter, una vita di passione


Ieri pomeriggio, in un raro momento di solitudine (marito e figlie dalla nonna paterna...^^), ho beccato su BBC Prime un documentario, ovviamente in lingua, su Howard Carter e la scoperta della sua vita, il ritrovamento della tomba quasi inviolata del giovane faraone Tuth ank amun, 18°ma dinastia, nella Valle dei Re, dove scavò per oltre un decennio, finanziato da George Herbert, V Conte Carnarvon.
Non ho capito niente, ma proprio niente, non ho mai potuto studiare l'inglese ...:D, ma conoscendo a menadito la storia, sapevo tutto.
Bravissimi gli attori, strepitosi. E pensare ai cani sciolti del nostro cinema che si atteggiano a divi quando a questi qui non potrebbero nemmeno lustrare le scarpe, mi ha un po' intristito. Poco però, del cinema non me ne frega niente, ma niente davvero. Di rado ci vado, ho pochi gusti ben determinati. Insomma, fosse per me farebbero la fame... Per fortuna, non sono tutti come me.
Di Tuthankamun sappiamo tutto, forse troppo. Adesso è stato accertato anche come e perché è morto, sfatando definitivamente la cretineria della maledizione e il complotto politico.
Mi sono invece innamorata dell'archeologo, Carter.
Merito di sicuro del bravo attore che lo impersonava.
E di un epoca che non esiste più. Eleganza, tenacia, passione, gioia, sconfitte e lotte per amore del sapere.
Peccato.
Credo che scriverò una storia. E' tanto che non ne scrivo più così, limitandomi a racconti brevi. Ultimamente troppo introspettivi.
Buon lunedì e buona settimana a tutti quelli che passeranno di qui!

domenica 22 febbraio 2009

la mia piccola signora


Non è bellissima? L'ho ricevuta a natale da una persona ignara del bel dono che mi faceva. Non è la Dea, forse, bimba e donna, madre, sorella, vergine, signora, donna, megera, eternamente giovane, come la vita che mai muore?

sabato 21 febbraio 2009

La mia signora


La Dea è in me e io in lei, la dea sono io perché lei vive dentro di me, nel mio cuore, nel mio respiro, nel mio utero, nei miei pensieri, in ogni gesto che io compia, maschio e femmina, vecchia e giovane, passato e futuro, interminabile ciclico presente.
Signora, madre, figlia, bambina, donna ...
La Dea vive dentro di me, lascia che io viva in lei, ovunque, perché non c'è luogo ove lei non sia, perché lei è la vita stessa.

le mie ferite


Sono arrabbiata, forse perché sono ferita.
Ho ferite vecchie di anni che mi porterò dietro a lungo, forse per sempre.
Ferite inferte con leggerezza, superficialità, nemmeno in buona fede, da preti, suore, catechisti e da una mentalità imperante idiota alla quale sono sfuggita sempre ma che mi ha strappato lembi di pelle sull'anima.
Non ne voglio più sapere del cristianesimo, di dover essere inferiore come donna, assoggettata e contenta (de che???), paga di prodigarmi esclusivamente nella fatica del vivere...
La Dea mi chiama e stavolta non lascerò di rispondere.

mercoledì 18 febbraio 2009

Inverno, l'ultima zampata di Cailleach


La vecchia strega, divina signora, Cailleach, sta stringendo nella sua morsa i nostri giorni, questo residuo di inverno, il vero inverno, che sta ora allungando gli artigli su di noi con tanta, tanta neve ancora oggi, freddo e vento.

Dolce Brigid, vergine fanciulla di pura candida luce, con la tua grazia vitale soffia su di noi, portaci la primavera, gonfia le gemme sui rami, i boccioli sugli steli, scorri calda di linfa nei tronchi, nel sangue delle nostre vene...

Vieni, Brigid, accompagnaci in questo giro di ruota.

martedì 17 febbraio 2009

17 febbraio, giornata nazionale del gatto


Oggi si celebra la giornata nazionale del gatto, in Italia. Era ora. Questo bellissimo animale, troppo spesso oggetto ancora oggi della barbarie umana, meschina paura mascherata di arroganza, resta un dono bellissimo nella vita di chi sa accoglierlo e farselo amico.
Un gatto ti tratta da pari, è un felino e non ha bisogno di un branco, non riconosce la tua supremazia come il cane che invece vive schierato gerarchicamente in un branco di cui il padrone finisce per essere il capo.
Un gatto è un essere indipendente, capace di amore e di dedizione sconfinati, che ti tiene compagnia per tutta la vita, che ama te disinteressatamente, che riempie di fusa i tuoi silenzi, che non invade la tua vita in modo pressante e ti lascia l'illusione di essere quello che conduce il gioco.
A novembre si celebra anche la giornata del gatto nero.
Ho scelto un gatto nero per questo post perché amo particolarmente questi animali meravigliosi, vittime innocenti ancora oggi della barbarie umana.
Vorrei tanto un gatto nero, proprio come dice la canzoncina... ^^
Ma amo moltissimo la mia Shaghira, la mia siberiana black tabby mackerel che il 26 marzo compirà due anni.
La vita con lei ha tutto un altro sapore.

lunedì 16 febbraio 2009

la luce


C'è una luce splendida sulle montagne completamente innevate, l'aria è secca, freddissima, il cielo limpido, uno spettacolo splendido in cui si intravedono i sentori di primavera, sebbene il freddo faccia sospettare una zampata d'inverno ancora. Ma Brigid passeggia tra noi e la sua leggiadra aggraziata bellezza dissemina ovunque nuova vita, cosicchè la vecchia signora che ha dato alla luce il nuovo sole, sarà ormai costretta ad andarsene.
La vergine Brigid porta con sè profumo di vita nuova, mi par di vedere la linfa che pulsa con più vigore nei rami, le radici che si allungano fremendo sotto terra, il caldo oscuro ventre della terra dar rifugio alla germinazione dei semi, gli uccelli tirare fuori timidamente la testa, i primi animali svegliarsi per vedere a che punto sia l'inverno... Sì, amo immensamente tutto questo. E, mi spiace ma lo dico senza recriminare, non ha niente a che vedere con un dio maschile patriarcale che finora schiacciava tutto ciò che di femminile e femmineo era presente, rivendicando a sè, tramite i suoi, l'esclusività di un creato che esclusivo non è nè può essere.
Secondo la mia antica fede questa sarebbe una bestemmia.
Lo so. Da unire all'idolatria e all'apostasia. Lo so.
Mi chiedo per quale motivo con la Dea Madre io mi senta non solo serena, naturale, tranquilla, felice di come sono, desiderosa di migliorare ma anche gioiosa, di una gioia intima mai sperimentata prima, una comunione profonda con la natura che mi fa avvertire la vita attorno a me con sempre maggiore intensità.
Me lo chiedo partendo dal presupposto (erroneo) che tutto ciò sia sbagliato, male e peccato.
Dicono che il demonio tenti e provi solo chi vuol essere fedele a Dio e lasci nella tranquillità chi ormai si è allontanato dalla retta via.
Sarà pure, mica no.
Ma, questa mi fa riflettere molto, è la prima volta che mi sento così bene, io che sono un tipo pieno di ansie, di scrupoli, di dubbi, di paure.
Quando seguo la Dea sto così, quando torno al "giusto cammino" ritorna la paura, il timore, l'ansia. Vivrò male il cristianesimo? Probabile, vero è che non c'è chi te lo fa vivere bene, nemmeno quell'acqua di rose post concilio, la donna è sempre e comunque inferiore anche in questa chiesa modaiola che strizza l'occhio alle donne per farsi benvolere.
Amo profondamente Brigid, la mia signora, l'amerò in tutti i suoi volti e le sue trasformazioni durante l'anno, la seguirò, spero solo di non essere "tentata" dalla paura a tornare indietro. E di ricordare, quando avrò paura, quanta pace e quanta tranquillità ricolmi ora la mia anima.
E questo sarà pure sbagliato, ma è innegabile, così come è vero che il sorge e tramonta e che io sono viva. Ora. Qui.

domenica 15 febbraio 2009

la luce nuova di Imbolc


Ci dona la dolce signora del risveglio, la sua purissima luce.
Una mattinata di sole sulla coltre candida, oggi.
E nella terra ancora apparentemente dormiente, si avverte un fremito vitale di risveglio.
Il soffio di Brigid, la fanciulla virginea, che scaccia la vecchia signora dell'inverno morente, colma i nostri giorni e mentre le ultime resistenze invernali sembrano offuscare la sua luce, Brigid la bella avanza con candida grazia.
Mia signora, il mio cuore è tutto per te.

sabato 14 febbraio 2009

Signora, dolce fanciulla


Signora,
dolce fanciulla,
candida luce
che ogni cosa ridesti,
posati sul mio cuore
ricolma i miei giorni
e portami con te,
nella tua danza della rinascita.

Il tuo fuoco illumini
le mie mani
la mia mente
il mio cuore,

Brigid,
mia signora.

fiori bianchi


Ieri al supermercato ho comperato due vasetti, una cineraria e un crisantemo, entrambi bianchi, per festeggiare la luce nuova di Imbolc che la mia amata Brigid porta con sè nelle nostre vite.
La cineraria è sul davanzale della finestra dello studiolo, il crisantemo l'ha voluto Maria, la più piccola delle mie bambine, per la loro stanza, così ora è sul davanzale della loro finestra.
Sono bellissimi!

sanvalentino


la trovo una festa commerciale che non celebra l'amore ma l'istituzione di un legame, cosicchè uno che non ne avesse in questo momento, parlo di rapporto di coppia, debba sentirsene escluso... non mi piace, ma trovo che amare ed essere amati sia un impegno serio, oltre che un dono e sono consapevole che perché il legame duri occorra non solo e non tanto la fedeltà del cuore e del corpo, quanto piuttosto una volontà esercitata quotidianamente contro il logorio della vita di ogni giorno.
Auguro a tutti coloro che hanno vicino una persona cara tutta la pienezza della felicità che desiderano.

venerdì 13 febbraio 2009

Brigid, la mia signora, la mia luce nuova




Brigit, Dea della Poesia, figlia del Grande Dio Dagda e controparte celtica di Athena-Minerva, è la conservatrice della tradizione perché, per gli antichi Celti, la poesia era un’arte sacra che trascendeva la semplice composizione di versi e diventava magia, rito, personificazione della memoria ancestrale delle popolazioni.

La capacità di lavorare i metalli era ritenuta anch’essa una professione magica e le figure di fabbri semi-divini si stagliano nelle mitologie non solo europee ma anche extra-europee; l’alchimia medievale fu l’ultima espressione tradizionale di questa concezione sacra della metallurgia.

Sotto l’egida di Brigit erano anche i misteri druidici della guarigione, e di questo sono testimonianza le numerose “sorgenti di Brigit”. Diffuse un po’ ovunque nelle Isole Britanniche, alcune di esse hanno preservato fino ad oggi numerose tradizioni circa le loro qualità guaritrici.
Ancora oggi, ai rami degli alberi che sorgono nelle loro vicinanze, i contadini appendono strisce di stoffa o nastri a indicare le malattie da cui vogliono essere guariti.

Sacri a Brigit erano la ruota del filatoio, la coppa e lo specchio. Lo specchio è strumento di divinazione e simboleggia l’immagine dell’Altro Mondo cui hanno accesso eroi e iniziati. La ruota del filatoio è il centro ruotante del cosmo, il volgere della Ruota dell’Anno e anche la ruota che fila i fili delle nostre vite. La coppa è il grembo della Dea da cui tutte le cose nascono.

Cristianizzata come Santa Bridget o Bride, come viene chiamata familiarmente in gaelico, essa venne ritenuta la miracolosa levatrice o madre adottiva di Gesù Cristo e la sua festa si celebra appunto l’1 febbraio, giorno di Santa Bridget o Là Fhéile Brfd.

Riguardo questa santa, di cui è tanto dubbia l’esistenza storica quanto certa la sua derivazione pagana, si diceva che avesse il potere di moltiplicare cibi e bevande per nutrire i poveri, potendo trasformare in birra perfino l’acqua in cui si lavava!


A Santa Bridget fu consacrato il monastero irlandese di Kildare, dove un fuoco in suo onore era mantenuto perpetuamente acceso da diciannove monache.
Ogni suora a turno vegliava sul fuoco per un’intera giornata di un ciclo di venti giorni; quando giungeva il turno della diciannovesima suora ella doveva pronunciare la formula rituale “Bridget proteggi il tuo fuoco. Questa è la tua notte”.
Il ventesimo giorno si diceva fosse la stessa Bridget a tenere miracolosamente acceso il fuoco. Il numero diciannove richiama il ciclo lunare metonico che si ripete identico ogni diciannove anni solari.

Inutile ricordare come questa usanza ricordasse il collegio delle Vestali che tenevano sempre acceso il sacro fuoco di vesta nell’antica Roma, ma più probabilmente la devozione delle suore di Kildare si ricollega alle Galliceniae, una leggendaria sorellanza di druidesse che sorvegliavano gelosamente il loro recinto sacro dall’intrusione degli uomini e i cui riti furono mantenuti attraverso molte generazioni.
Allo stesso modo, nel monastero di Kildare solo alle donne era concesso di entrare nel recinto dove bruciava il fuoco, che veniva tenuto acceso con mantici, come ricorda Geraldo di Cambria nel 120 secolo.
Il fuoco bruciò ininterrottamente dal tempo della leggendaria fondazione del santuario, nel VI secolo, fino al regno di Enrico VIII, quando la Riforma protestante pose fine a questa devozione più pagana che cattolica.


I riti di Brigit celebrati a Imbolc ci sono stati tramandati dal folklore scozzese e irlandese.

Nelle Isole Ebridi (che forse devono il loro nome proprio a Brigit o Bride) le donne dei villaggi si radunano insieme in qualche casa e fabbricano un’ immagine dell’antica Dea, la vestono di bianco e pongono un cristallo sulla posizione del cuore. In Scozia, la vigilia di Santa Bridget le donne vestono un fascio di spighe di avena con abiti femminili e lo depongono in una cesta, il “letto di Brid”, con a fianco un bastone di forma fallica. Poi esse gridano tre volte “Brid è venuta, Brid è benvenuta!”, indi lasciano bruciare torce e candele vicino al “letto” tutta la notte.
Se la mattina dopo trovano l’impronta del bastone nelle ceneri del focolare, ne traggono un presagio di prosperità per l’anno a venire. Il significato di questa usanza è chiaro: le donne preparano un luogo per accogliere la Dea e invitano allo stesso tempo il potere fecondante maschile a unirsi a lei.
Anche nell’isola di Man veniva compiuta una cerimonia simile, chiamata Laa’l Breesley.

Nell’Inghilterra del Nord, terra dell’antica Brigantia, la ricorrenza veniva denominata “Giorno delle Levatrici”.

In Irlanda, si preparano con giunchi e rametti le cosiddette croci di Brigit, a quattro bracci uguali racchiusi in un cerchio, cioè la figura della ruota solare (che è simbolo appropriato per una divinità del fuoco e della luce); lo stesso giorno vengono bruciate le croci preparate l’anno prima e conservate fino ad allora.La fabbricazione delle croci di Brigit deriva forse da un’antica usanza precristiana collegata alla preparazione dei semi di grano per la semina.

Questi oggetti simbolici, confezionati con materiale vegetale, ci ricordano tra l’altro che la luce ed il calore sono indispensabili alla vegetazione che si rinnova in continuazione, anno dopo anno.

Le spighe di avena (o grano, orzo, ecc.) usate per fabbricare le bambole di Brigit, provengono dall’ultimo covone del raccolto dell’anno precedente. Questo ultimo covone, in molte tradizioni europee è chiamato la Madre del Grano (o dell’Orzo, dell’Avena, ecc.) e la bambola propiziatoria confezionata con le sue spighe è la Fanciulla del Grano (o dell’Orzo, dell’Avena, ecc.).

Si credeva cioè che lo spirito del cereale o la stessa Dea del Grano risiedesse nell’ultimo covone mietuto: come le spighe del vecchio raccolto sono il seme di quello successivo, così la vecchia divinità dell’autunno e dell’inverno si trasformava nella giovane Dea della primavera, in quella infinita catena di immortalità che è il ciclo di nascita, morte e rinascita. E Brigit rappresenta appunto la giovane Dea della primavera.

Un antico codice irlandese, il Libro di Lismore, riporta una curiosa leggenda. Si narra che a Roma i ragazzi usavano giocare ad un gioco da tavolo in cui una vecchia megera liberava un drago mentre dall’altra parte una giovane fanciulla lasciava libero un agnello che sconfiggeva il drago. La megera allora scagliava un leone contro la fanciulla, la quale però provocava a sua volta una grandine che abbatteva il leone.
Papa Bonifacio, dopo aver interrogato i ragazzi e aver saputo che il gioco era stato insegnato loro dalla Sibilla, lo proibì.

La megera non è altro che la Vecchia Dea dell’Inverno sconfitta dalla Giovane Dea della Primavera. Essendo questa leggenda stata raccolta in un ambito culturale celtico, si può supporre che la Vecchia altri non era che la Cailleach a cui si contrappone Brigit. Il riferimento all’agnello è un altro simbolo del periodo di Imbolc, anche se i commentatori medievali lo considerarono l’emblema di Gesù Cristo.

In realtà è la Vecchia Dea che si rinnova trasformandosi in Giovane Dea, così come il Vecchio Grano diviene il nuovo raccolto. I Carmina Gadelica, una raccolta di miti, proverbi e poemi gaelici di Scozia, raccolti e trascritti alla fine dell’800 dal folklorista scozzese Alexander Carmichael, riportano la seguente filastrocca:

La mattina del Giorno di Bride
Il serpente uscirà fuori dalla tana
Non molesterò il serpente
Né il serpente molesterà me


Il serpente appare come uno degli animali-totem di Brigit. In molte culture il serpente o drago è simbolo dello spirito della terra e delle forze naturali di crescita, decadimento e rinnovamento.

Nel giorno di Bride il serpente si risveglia dal suo sonno invernale e i contadini ne traevano il presagio della fine imminente della cattiva stagione. Il serpente è uno dei molti aspetti dell’antica Dea della terra: la muta della sua pelle simboleggia il rinnovamento della Natura e anche la sua dualità Infatti in gaelico “neamh” (cielo) è simile a “naimh” (veleno), provenendo entrambi dalla radice “nem”.

La Vecchia Dea e la Giovane Dea sono la stessa persona! (nelle fiabe l’eroe che coraggiosamente bacia una vecchia megera si ritrova di fronte una bellissima fanciulla...)


TRATTO DA
FESTE PAGANE di Robero Fattore, Macroedizioni

Brigid è la patrona della Candelora, festa solare di Fuoco, celebrata anche sotto il nome di Imbolc.
La Dea - che era contemporaneamente la protettrice dei fabbri, dei poeti e dei guaritori - rappresenta:
• il fuoco dell’ispirazione come patrona della poesia
• il fuoco del focolare, come patrona della guarigione e fertilita’
• il fuoco della forgia, come patrona dei fabbri e delle arti marziali.


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la prossima festività... Eostre o Ostara_equinozio di primavera


Eostre è generalmente ritenuta una divinità germanica collegata a vari aspetti del rinnovarsi della vita, quali la primavera, la fertilità (al pari di Siwa nella mitologia slava) e la lepre (per la rapidità con cui si riproduce). In particolare si fa risalire a quest'ultima associazione la tradizione anglosassone del "Coniglio di Pasqua" (Easter Bunny).[1]

Il termine è di dubbia etimologia, anche se una ipotesi la fa risalire al termine aus o aes, che significa Est. Viene citata nel De Temporum Ratione di Beda il Venerabile come una divinità portatrice di fertilità e legata alla nascita e, in quanto luogo da cui sorge il sole, appunto all'Est. Dal nome della dea si fa risalire anche il termine usato per definire l'equinozio di Primavera, chiamato dai popoli celti prima "Eostur-Monath" e successivamente di "Ostara".[2] Dal nome della dea deriva il termine "Oster" cioè pasqua in tedesco, come anche l'anglosassone "Easter", che indica sia la pasqua che la primavera. Le uova, prima di serpente e poi di gallina venivano decorate e poi regalate in simbolo di fertilità.

Ostara (chiamata anche Eostre, Eastre oppure Eostar) è uno degli otto sabbat neopagani; si celebra il giorno dell'equinozio di primavera ed è condivisa relativamente da tutte le religioni pagane moderne.

La festa è di origine germanica, infatti prende il nome da quello della dea odinista Eostre, patrona della fertilità. La divinità si diffuse, con relativo culto e usanze festive, a tutta l'Europa. In Grecia prese il nome di Estia, e in seguito in tutto l'impero romano venne venerata con il nome di Vesta, e al suo culto fu dedicato l'ordine sacerdotale delle vergini Vestali.

La festa di Ostara celebra la rigenerazione della natura e la rinascita della vita, coincidente con l'equinozio di primavera. Nell'antichità, per l'occasione, le Vestali celebravano un particolare rito che involveva l'accensione di un cero (che venne in seguito assimilato dalla tradizione cristiana)[senza fonte] simboleggiante la fiamma eterna dell'esistenza. Il cero, all'interno dei templi dedicati alla dea, veniva spento solo all'alba del giorno seguente.

Durante la festività venivano celebrati rituali ierogamici, anche oggi ripresi da alcune correnti del Neopaganesimo, e in particolare da alcuni gruppi wiccani, durante i quali la rinascita della vita veniva esaltata e sacralizzata attraverso l'unione sessuale.

I popoli anglo-sassoni chiamavano il mese lunare corrispondente all'incirca al nostro aprile, Eostre-monath, e in questo periodo celebravano feste in onore della dea Eostre associata a vari aspetti connessi col rinnovarsi della vita quali la primavera, la fertilità e la lepre (per la velocità con cui prolifica).

Con la diffusione del Cristianesimo la festa di Ostara venne assimilata dalla Pasqua, la cui data di celebrazione cade presso il primo plenilunio successivo all'equinozio di primavera. La nuova festa cristiana, ancora priva di un nome, in certe lingue assimilò anche la nomenclatura della vecchia festa. Ancora oggi, infatti, in inglese la Pasqua è chiamata Easter, e in tedesco Ostern. Anche parecchi elementi della tradizione antica furono inglobati dalla festa cristiana. Tra questi il coniglio pasquale, simbolo di fertilità e prosperità; e l'uovo, simbolo dell'embrione primordiale da cui scaturisce l'esistenza.

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EQUINOZIO DI PRIMAVERA: Ha inizio la stagione più dolce

Il 21 marzo segna l’Equinozio di Primavera, apertura ufficiale della stagione più dolce dell’anno e antica “porta del ciclo” pagana. Non è una festa celtica propriamente detta e non ci sono tracce scritte o evidenze sul fatto che i Celti la festeggiassero, e nessun nome legato a questa festa si ritrova propriamente nella tradizione celtica antica. Molti caratteri simbolici associati al concetto di Primavera, invece, gravitano sia su Imbolc (1° febbraio), data dell’inizio interiore della stagione che si risveglia nel mondo sotterraneo della Terra Madre, sia su Beltane (1° maggio), suo culmine e passaggio verso la grande luce dell’estate.
Equinozi e solstizi erano visti come momenti di transizione. A proposito: Equinozio deriva da “equum nocti” ovvero “uguale alla notte”, infatti giorno e notte hanno la stessa durata. Questo raro bilanciamento perfetto dei giorni solstiziali era considerato dai popoli antichi un momento potente per i riti sacri.

Sulle tracce della Dèa
Sebbene le Quattro Feste del Fuoco celtiche – le Porte del Ciclo della Terra – fossero le occasioni rituali preminenti dell’anno celtico, sappiamo che le feste solari nel periodo più antico avevano acquisito qualche significato anche nella tradizione celtica. I due solstizi (d’estate e d’inverno) erano le sole celebrazioni commemorate quasi ovunque, tuttavia alcune tracce mostrano che una data vicino all’equinozio era festeggiata in alcune comunità. La festa dell’Annunciazione della Vergine (25 marzo) è indicativa: le principali feste mariane segnalano sempre la presenza, nella stessa data o nei giorni vicini, di una festa incentrata sulla Dèa.
Diodoro Siculo allude all’evento commemorato in questo giorno quando, parlando di un tempio circolare ornato di offerte votive in un’isola degli iperborei, racconta che «ogni diciannove anni il dio appariva danzando nel cielo il giorno dell’equinozio di primavera». La solarità del numero 19 riemerge in Irlanda, nel monastero di Kildare fondato da Santa Brigit: diciannove vergini avevano il compito di vegliare la sacra fiamma che rappresentava la Madre. Il dio solare maschile nelle tradizioni più antiche le è compagno ma non prevale e il suo “apparire” radioso è collegato ai riti di fertilità.

I tre santi celtici di marzo
In marzo ci sono tre celebrazioni dedicate ad alcuni fra i più importanti santi celtici e diventate feste nazionali. Le feste dei Santi normalmente coincidono con la data della loro morte, ma qualcuno ha suggerito che la loro collocazione in questo periodo possa far pensare che qualche rituale più antico sia stato redistribuito nelle festività cristiane.

San Dewi
Il 1° marzo si celebra il St. David’s Day dedicato a San Dewi (David), patrono del Galles. Di lui si hanno scarse notizie da antichi manoscritti: sua madre si chiamava Non e suo padre, Sant, era figlio di Ceredig, Re di Ceredigion. Dopo essere stato educato nel Cardiganshire, Dewi andò in pellegrinaggio in Galles e nell’ovest dell’Inghilterra dove secondo la tradizione fondò importanti centri religiosi come Glastonbury e Croyland. Morì nel 589 d.C.

San Piran
Il 5 marzo si celebra il St. Piran’s Day dedicato al Santo Piran, patrono della Cornovaglia e dei minatori che scavano lo stagno. Secondo la leggenda, dall’Irlanda Piran navigò su una pietra da macina e poi scoprì come fondere lo stagno quando accese il fuoco su alcune pietre che contenevano il minerale. La celebrazione più importante si svolge a Perranporth e richiama migliaia di persone da tutta la Cornovaglia.

San Patrizio
Il 17 marzo c’è il celeberrimo St. Patrick’s Day dedicato a San Padráigh (Patrizio), il patrono dell’Eire che cristianizzò gli irlandesi, il suo apostolato sull’isola durò trent’anni. Padráigh spiegò alla gente il concetto mistico della Trinità paragonandola al trifoglio – tre entità distinte, le foglioline, riunite in un’unica pianta – ed ecco che il trifoglio è assurto a simbolo dell’Isola Verde (da ricordare: la triplicità divina era una caratteristica della divinità celtica e di altre deità pagane, anche in questo caso è materiale che il cristianesimo ha riadattato per farsi comprendere). Il St. Patrick’s Day viene celebrato in tutto il mondo dalle comunità irlandesi, l’evento maggiore si svolge a Dublino e calamita centinaia di migliaia di persone. Anche negli Stati Uniti si svolgono mega-celebrazioni profondamente intessute di Heritage (eredità) e “orgoglio irlandese”. La festa ha fatto ormai il giro del mondo e anche i non-irlandesi omaggiano il St. Patrick’s, qui da noi ci sono numerose rassegne musicali.

Ostara e Pasqua della Resurrezione
L’importanza della ricorrenza equinoziale non è solo una convenzione astronomica legata al risveglio della natura. Proprio il retaggio pagano ha continuato a lasciare impronte molto marcate attraverso i secoli, segnali che ritroviamo in tradizioni folcloriche e religiose giunte fino ai giorni nostri. Se i pagani, per esempio, festeggiano Alban Eiler, che significa “Luce della Terra” (ulteriore collegamento solare) oppure Ostara (da Öistre, antica dea nordica dell’alba, della primavera e dell’amore equivalente alla dea scandinava Freya), i cattolici celebrano la Pasqua. In entrambe le festività sacre il tema centrale è la rigenerazione: il passaggio dal mondo sotterraneo (inverno, sonno della coscienza collegato al letargo animale e delle piante) al vero risveglio, della natura e della spiritualità.

L’uovo e la lepre
Il famoso Uovo di Pasqua al cioccolato ha antenati nei villaggi precristiani dell’Europa. L’uovo, che ha importanza in molte culture di tutto il mondo, è uno dei simboli più antichi e potenti della vita che ritorna dopo un periodo di occultamento nell’oscurità, nella sua versione commerciale dentro c’è infatti la “sorpresa”.
Nei Paesi celtici del nord Europa tanti anni fa si usava far rotolare le uova dalla cima di una collina per la festa di Beltane, a imitazione del movimento del sole nel cielo. La Chiesa cattolica rimodellò il rituale per simboleggiare la pietra che rotola via dalla tomba di Cristo risorto e in molte tradizioni contadine, dalla Scozia all’Italia, per Pasqua i bambini usavano fare la “questua delle uova”, i soldi raccolti venivano dati in parrocchia o per opere benefiche (in Friuli, e forse in qualche altra regione delle nostre, nei piccoli paesini la tradizione continua ancora). Accenni e allusioni degli scrittori classici e dell’iconografia celtica suggeriscono che i druidi potrebbero aver avuto una tradizione collegata all’Uovo Cosmico, forse assimilata dai loro contatti con l’orfismo del mondo mediterraneo (i Misteri Orfici presero origine dal mito di Orfeo, poeta e sublime bardo della Tracia).
Il coniglietto pasquale, molto diffuso nei Paesi anglo-americani, rimanda alla mitologia germanica: è la “Österhase” o “lepre pasquale”, l’animale della fertilità che accompagna le divinità della primavera e dell’amore, ed Eostre (l’antico nome inglese di questa divinità, una variante di Öistre) è rimasto come nome della festa anche nella sua forma cristiana: in inglese Pasqua si dice Easter.

La Festa degli Alberi
Nel 1951 uscì un francobollo da 10 Lire dedicato a questa festa, istituzionalizzata di recente ma già conosciuta e diffusa da decenni, soprattutto nelle scolaresche. Qualcuno di noi, qui in redazione, ricorda che già negli anni Sessanta a scuola assegnavano un tema e bisognava fare anche un disegno ispirato alla Festa degli Alberi. Quando arrivava “il gran giorno”, era gran festa veramente: per un giorno si stava all’aperto in campagna a “ravanare” nella terra respirando aria buona.
Con Decreto Ministeriale del 4 agosto 2000 il Ministero delle Politiche agricole e Forestali, di concerto con il Ministero della Pubblica Istruzione, ha istituito la celebrazione della “Festa degli Alberi”, che si festeggia il 21 marzo.
La festa coinvolge sempre e soprattutto i bambini delle scuole elementari (insieme a maestre e maestri) e il culmine della giornata è la cerimonia della piantagione di nuovi alberi, con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato. Ogni bimbo è incoraggiato ad avere cura del “suo” albero per il resto della vita e questo significa anche che trasmetterà il compito ai suoi figli e discendenti. Avere cura di un albero per generazioni è un concetto d’amore per il mondo della natura significativo e profondo, ci piace collegarlo al Nobile Pensiero Celtico.

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neo paganesimo


Qui dobbiamo immediatamente fare una precisazione: Il termine paganesimo, dall'avvento delle religioni del ceppo abramitico (cattolicesimo, ebraismo, islam), viene inteso come l'insieme di coloro che non seguono la vera religione, o l'unico Dio.

Cio' non e' proprio corretto. Non cosi' come lo intendiamo noi.

Facciamo un passo indietro e vediamo di spiegarci.

Il termine paganesimo deriva da "pagus", (abitante del villaggio) e venne utilizzato originariamente per indicare le persone che continuavano ad aderire alle vecchie religioni nonostante l'avanzare del cristianesimo. Questo perche' l'opera di "conversione" era piu' lenta e difficoltosa nelle aree rurali. Con il tempo questo nome assunse poi connotati dispregiativi, fino a passare appunto ad indicare tutti coloro che non seguono le religioni "ufficiali" (Cristianesimo in cima a tutti).

Ma cosi' non e'.

Il Paganesimo o Neo Paganesimo di cui stiamo parlando e' una religione politeista, un insieme di credenze basate sulla natura, sugli elementi e in armonia con le stagioni che compongono la ruota dell'anno, che deriva appunto dalle religioni pre-cristiane, in particolare dell'area europea.

Proprio a causa dei possibili fraintendimenti in merito, si parla anche di "Neopaganesimo", appunto per evitare confusione con il significato attribuito al termine per secoli, e per distinguere il fatto che non si tratta dell'esatta restaurazione degli antichi culti ma della loro evoluzione attuale e "moderna".
Ci sono anche persone che preferiscono usare invece semplicemente il termine politeista.

I pagani onorano le divinità nel loro aspetto maschile e femminile, ed hanno un forte legame con la natura, che rispettano in ogni forma, riconoscendola come parte del divino.

Il rapporto tra il pagano e i suoi Dei e' un rapporto diretto.

Non ci sono intermediari e il modo di vivere questo rapporto, e' personale, con credenze, rituali, nomi e cerimonie che possono essere differenti, sia tra diverse tradizioni, sia da pagano a pagano. Ma ognuna di queste viene rispettata come espressione individuale di pensiero e azione, all'interno del cammino spirituale.

Le tradizioni sopra citate non sono altro che sistemi di credenze specifiche, (basate, spesso, sulla particolare cultura dalla quale hanno avuto origine) seguite allo stesso modo da un gruppo di persone. A sua volta una tradizione puo' avere diverse espressioni, delle correnti interne. Ovviamente le basi del paganesimo sono uguali per ognuna di questa.

Se vogliamo citare un esempio, le Streghe, i Druidi, l' Asatru o Odinismo, lo sciamanesimo, l'animismo, sono considerati sistemi di credenze, o appunto tradizioni, pagane, anche se differiscono tra di loro per rituali ed altro.

Il Paganesimo inoltre, e' bene chiarirlo, non e' un sinonimo stretto di stregoneria. Le Streghe sono pagane, ma un pagano non e' per forza una strega (o un wiccan).

Il Paganesimo, o Neo-Paganesimo non dovrebbe essere confuso neanche con il movimento "New Age," visto che i pagani si interessano quasi esclusivamente in religioni naturali o pratiche basate sulla terra, mentre la New Age e' una filosofia spirituale che attinge da molte fonti, religioni e tecniche spirituali esoteriche, anche orientali.

www.lucedistrega.net

Odio la neve!


Vivo a L'Aquila dal 1983, fatevi i conti, ero bambina... sta nevicando da ieri e in tanti anni non ho mai, dico MAI, visto le strade pulite. Una città di montagna che si fa regolarmente sorprendere dalla neve, regolarmente, MAI, dico MAI, che alle sei di mattina, quando si esce per andare al lavoro, vedessi uno spartineve, uno che butta un po' di sale... spocchiosi, montanari e pezzenti, ti fanno pure la morale se arrivi con 5 minuti di ritardo, dopo che nei hai incontrati a iosa di imbecilli che vanno in giro con le gomme normali, quando per legge c'è obbligo delle termiche da ottobre a maggio.... ho visto delle cose allucinanti, allucinanti... nevica a rotta di collo e ci sono le strade sporche, la circolazione impedita, i deficenti a piede libero... uno sotto una galleria in seconda a 40 l'ora, in galleria!!!! Cervelli bloccati dalla paura, gente che vede la neve e con le gomme lisce si mette in strada, sono tutte salite e discese, cavolo, siete in montagna, e regolarmente pattina, scivola e blocca il traffico, quando la sola cosa intelligente da fare è mantenere una velocità di galleggiamento, lenti ma costanti...
Sono furiosa, furiosa!!!

giovedì 12 febbraio 2009

riflessioni a voce alta


Il mio mondo ha subito scossoni, impoverimenti, abbagli, deviazioni, riprese, riemersioni e ricadute... è il cammino di tutti, specie delle donne, così ricche di complessità e di sfaccettaure.
Ma sono qui, sono ancora qui, ci sono oggi, ci sarò domani, sarò ancora.
Perché sto scoprendo che la vita, quella vera, non muore.
La tua fede può darle qualunque nome, ma io mi sento a casa mia qui, con mia Madre, quella che non ho mai avuto nel sangue, quella che finora mi è stata negata anche nell'anima. Mia madre è una donna, nel senso pieno di questa affermazione.
Donne oggi non se ne trovano più, qualche sciatta femmina in giro si spaccia per ciò che non comprende e i risultati si vedono.
Una donna è contenta della sua condizione in mezzo alle difficoltà, al dolore del quotidiano, alla fatica dei giorni; è madre e sorella, moglie, amante e vedova, sposa e nubile, giovane o vecchia che sia.
E io finora ho sempre temuto la mia femminilità e attorno vi scorgo ancora un muro eretto da maschi e da me nel tentativo di mascolinizzarmi per essere accettata.
Quando l'immensa ricchezza del mio essere donna è incomparabile.
Mi ci vorranno anni per comprenderlo appieno e accettarlo, viverlo e renderlo fecondo con pienezza, forse tutto il resto della vita.
Non importa. Per la prima volta, non sento la terra franarmi sotto i piedi.
E forse lo devo anche a quella testona di mia sorella gemella, così difficile da amare, così risoluta, così diversa da me.
Grazie. Mi sta aiutando a relazionarmi con me stessa per potermi relazionare con gli altri e di problemi ne ha tanti pure lei, ma proprio tanti.
Ma io credo che la Madre ci chiami.
Un domani forse vedremo dove ci ha condotte.
Il potere della donna è immenso, ella trascina con sè i figli, il marito, la casa.
Se la donna è stabile, tutto il mondo è nei cardini, altrimenti tutto crolla.
Voglio recuperare questa dimensione femminile di cui sento nostalgia ma che non ho mai avuto coraggio di vivere finora.
Dentro di me mi son sempre sentita un maschietto.
Perchè è tutto così banalmente semplice per gli uomini.
Non ho avuto finora il coraggio di sollevare lo sguardo sulla mia intima essenza, su quell'anima ancestrale che mi porto dentro da sempre e riconoscermi.
Questo è il mio cammino.
E non grazie alla fede in cui sono stata battezzata, che misericordiosa che voglia essere, schiaccia e schiaccerà sempre le donne, inferiori da tenere sotto controllo, sotto il tacco della scarpa, da spersonalizzare facendone oggetti di desiderio e di potere, di conquista e di servizio, sempre e solo oggetti.
Se fossi stata celta o vichinga o antico egizia, mi sarebbe parso assurdo tutto questo.
Invece sono figlia di ebrei, greci e latini, il fior fiore del becero infimo maschilismo, gente che ha paura e che non si ferma a comprenderne i motivi, si limita a devastare e distruggere.
Crescendo, le mie figlie saranno messe in guardia contro l'ipocrisia del mondo in cui vivono, in cui la donna è libera solo di essere umiliata, stuprata, mercificata, spogliata, usata per la pubblicità, ma non di portare avanti una gravidanza, ammettere ad alta voce una cosa inconfessabile (guardate le pubblicità in merito...!!!) come il ciclo mestruale, scegliere un lavoro, un compagno, una vita... perché è resta "solo" una donna...
Non sono fiduciosa, non credo che questa mentalità possa scomparire. Dovrebbero tornare le sagge genti del neolitico, i maschi specialmente, che per 4/6 mila anni hanno vissuto questa realtà, mentre da meno di 2500 ne viviamo altra totalmente opposta...
Le aiuterò a difendere l'infinita bellezza che portano dentro perché non venga svilita e macchiata dal maschietto di turno che crede di valere qualcosa in virtù di quello che porta tra le gambe, accessorio di cui è stato dotato da madre natura e che i più non sanno nemmeno usare bene...
E non sono femminista, no, non appartengo a quella becera schiera di femmine che volevano diventare dei maschi e averne il potere, non donne e averne i diritti...
Sono una figlia della Madre, che amo, venero e prego.
Da oggi in poi, con il viso alto e senza mortificazioni e dubbi.
Sono pagana?
Lo sono sempre stata.
Sto solo tornando a casa mia.

La mia dimora, luogo incantato

La mia casa non sarà mai così come esiste nella mia anima, perché la divido con marito, due figlie e una micia... ma ho tutte le intenzioni di renderla così come la vedo nel mio cuore e ogni progetto, realizzazione e nuova idea che riuscirò ad attuare proverò a postarle sul blog! ^^

Brigid, la mia signora


Candida luce che soffusa sul tuo volto inargenta le tue vesti,
candido il latte che nutre gli agnelli nuovi,
candidi i fiori che ti fanno ornamento,
mia signora,
divina bellezza,
maestra e madre dei miei sogni,
del desiderio di vita,
dei miei giorni,
che custodisci nel tuo ventre benedetto
il cuore, la mente e lo spirito delle sorelle,
delle madri,
delle antenate
e mi accogli in loro
e con loro
per rendermi tua figlia,
tua,
sempre.
Questo cerchio inesausto del tempo
che mi avvolge come una spirale
che mi lascia camminare senza paure
senza fretta
senza ansia
lungo i miei giorni,
questo finalmente mi dà pace.
Con te,
non ho più paura,
signora,
perché tu sei donna, figlia, madre, sorella, amante,
come me,
tu mi conosci intimamente,
con te non ho altri traguardi da raggiungere,
altri pesi da sostenere,
se non quelli che sono
e che mi devono essere
propri.

Il tuo fuoco mi purifichi, Brigid,
il tuo volto mi illumini,
la tua luce mi guidi,
signora.

verso la luce?


Sto riemergendo dal buio in cui questi mesi mi hanno vista riposare quieta e sonnacchiosa accanto al calderone di Ceridwen, mescolando... in realtà il mio spirito veglia, i cambiamenti non sono passati invano, la mia vita ha subito un'apertura inaspettata... sto camminando verso la luce nuova che pervade non solo il cielo e l'aria, ma che lentamente sta scendendo nelle profondità della Terra... sento dentro di me il profumo di mia madre, la terra, profumo che mi avvolge come incenso, che rende sacra la mia vita, che mi rigenera, accogliendomi, per aiutarmi a compiere il mio cammino secondo ciò che di me dovrà essere.
Sento il richiamo delle antenate, donne, fanciulle e madri che prima di me hanno poggiato i loro passi sul volto rugoso di questo vecchio mondo e che mi hanno preceduta anche in queste scelte e sento ineffabile e acuta la nostalgia e il desiderio di una maestra...
Devo con pazienza operosa e con lieto animo apprendere ciò che nel quotidiano mia madre mi propone in bellezza e orrore, ricchezza e miseria, armonia e caos, perché la saggezza è l'unico bagaglio di cui voglio farmi trovar gravata al termine di questo ciclo vitale.
E quando mia madre mi accoglierà di nuovo per rigenerarmi, procederò ancora verso la luce.

mercoledì 11 febbraio 2009

Blessing Imbolc

neve e sogni


Sperando di camminare ancora a lungo con mia Madre la Terra, signora benevola e crudele, madre e maestra, serva e regina, amante e assassina, caos e armonia, eccomi a deporre in questi fiocchi di neve oggi danzanti i miei desideri, perché sul suo volto giacciano sereni in attesa di scendere nella odorosa feconda sua oscurità e germinare e fruttificare.

martedì 10 febbraio 2009

Aspettando la primavera


Aspettando la primavera scruto i segni attorno a me, l'aria è già nuova, anche se la pioggia continua a cadere ininterrotta da Ottobre scorso, ormai.
Sono sfioriti i narcisi e i crochi forzati in serra dei miei vasetti e ora sto pensando di sostituirli con bulbi estivi da vedere sbucare dalla terra e crescere, fiorire e farmi compagnia per qualche tempo, magari quando mi lamenterò del caldo!

venerdì 6 febbraio 2009

a-ha hunting high and low

Concerto a Kiel del 2007. Nonostante la pessima acustica esterna e l'età, la voce di Morten Harket emoziona ancora. Godiamocela...

Sleep

Il sonno lieve scende come l’oblio sulle mie palpebre
Ma non sul mio cuore
E mi ritrovo incatenata in un dolore antico come l’infanzia lontana
E mi rendo conto che non serve
Non serve più
Dormire

Devo svegliarmi
Guardare la luce del mattino
E vivere nella luce

Ma sono forse un animale notturno
Perché di notte il profumo della vita irretisce
E non uccide la speranza

La notte non mi fa paura
Con la luce devo indossare una maschera
E non sono più io
Ma solo quella che voi volete che io sia
Sorella amica moglie amante madre
E io resto sepolta
Nel sonno della mia anima

Continuo a dormire
Sognando di svegliarmi.

__

15/2/2008, venerdì 11.57

Tempo


Il declino del tempo
non è mai uguale,
il nostro passato
è il presente di qualcuno,
il futuro di molti,
perché andando,
noi con i nostri passi
battiamo il cerchio inesausto
del tempo che mai riposa.

mercoledì 4 febbraio 2009

pioggia, sole... e la luce nuova si avvicina


Si avvicina il 9 febbraio, giorno in cui la luna sarà piena e la luce nuova tornerà a danzare sul volto del mondo.
E io attendo di comprendere e di fare mie le cose vissute nella discesa, sono aperta al confronto.
Camminare, un passo dopo l'altro, non semplicemente andare, è ercorso del cuore prima che del corpo, consapvolezza che si snoda come un filo di arianna nei giorni apparentemente sempre uguali e ci conduce verso il nostro approdo, desiderato, cercato, perseguito, amato.
Un saluto speciale a chi passerà di qui!

lunedì 2 febbraio 2009

il tempo delle scelte




Si approssima la luce si approssima il confronto e dopo il buio della discesa mi rendo conto che non ho nessuna voglia di lasciare la mia signora, ora che tutto mi porta a lei...

Imbolc o la luce nuova


Imbolc: la festa della luna crescente


Siamo piene di grazia.
piene di grazia come una donna
che ha appena partorito,
o come l'alba che partorisce il sole.
piene di grazia
per illuminare di bello ciò che ascoltiamo,
e ciò che ci ascolta.
lentamente, verso il Nuovo
(valentina, barbara, noemi)

E' l'energia di Imbolc: grazia, purezza, luce e rinascita.

Imbolc
La luce che è nata al Solstizio di Inverno comincia a manifestarsi all’inizio del mese di febbraio: le giornate si allungano poco alla volta e anche se la stagione invernale continua a mantenere la sua gelida morsa, ci accorgiamo che qualcosa sta cambiando. Le genti antiche erano molto più attente di noi ai mutamenti stagionali, anche per motivi di sopravvivenza. Questo era il più difficile periodo dell’anno poiché le riserve alimentari accumulate per l’inverno cominciavano a scarseggiare. Pertanto, i segni che annunciavano il ritorno della primavera erano accolti con uno stato d’animo che oggi, al riparo delle nostre case riscaldate e ben fornite, facciamo fatica ad immaginare.

Se sovrapponiamo la Ruota dell’Anno al nostro moderno calendario, la prima festa che incontriamo cade l’1 febbraio.

Presso i Celti l’1 febbraio era Imbolc (pronuncia Immol’c) detta anche Oimelc o Imbolg. L’etimologia della parola è controversa ma i significati rinviano tutti al senso profondo di questa festa. Infatti Imbolc pare derivare da Imb-folc, cioè “grande pioggia’ e in molte località dei paesi celtici questa data è chiamata anche “Festa della Pioggia”: ciò può riferirsi ai mutamenti climatici della stagione ma anche all’idea di una lustrazione che purifica dalle impurità invernali.
Invece Oimelc significa “lattazione delle pecore” mentre Imbolg vorrebbe dire ‘nel sacco” inteso nel senso di “nel grembo” con riferimento simbolico al risveglio della Natura nel grembo della Madre Terra e con un riferimento più materiale agli agnelli, nuova fonte di cibo e di ricchezza, che la previdenza della Natura e degli allevatori avrebbe fatto nascere all’inizio della buona stagione.
L’allattamento degli agnelli garantiva un rifornimento provvidenziale di proteine. Il nuovo latte, il burro, il formaggio costituivano spesso la differenza tra la vita e la morte per bambini e anziani nei freddi giorni di febbraio.

Imbolc è una delle quattro feste celtiche, dette “feste del fuoco” perché l’accensione rituale di fuochi e falò ne costituiscono una caratteristica essenziale. In questa ricorrenza il fuoco è però considerato sotto il suo aspetto di luce, questo è infatti il periodo della luce crescente. Gli antichi Celti, consapevoli dei sottili mutamenti di stagione come tutte le genti del passato, celebravano in maniera adeguata questo tempo di risveglio della Natura. Non vi erano grandi celebrazioni tribali in questo buio e freddo periodo dell’anno, tuttavia le donne dei villaggi si radunavano per celebrare insieme la Dea della Luce (le celebrazioni iniziavano la vigilia, perché per i Celti ogni giorno iniziava all’imbrunire del giorno precedente).

Brigid
Nell’Europa celtica era infatti onorata Brigit (conosciuta anche come Brighid o Brigantia), dea del triplice fuoco; infatti era la patrona dei fabbri, dei poeti e dei guaritori. Il suo nome deriva dalla radice “breo” (fuoco): il fuoco della fucina si univa a quello dell’ispirazione artistica e dell’energia guaritrice.
Brigit, figlia del Grande Dio Dagda e controparte celtica di Athena-Minerva, è la conservatrice della tradizione, perché per gli antichi Celti la poesia era un’arte sacra che trascendeva la semplice composizione di versi e diventava magia, rito, personificazione della memoria ancestrale delle popolazioni.

La capacità di lavorare i metalli era ritenuta anche essa una professione magica e le figure di fabbri semi-divini si stagliano nelle mitologie non solo europee ma anche extra-europee; l’alchimia medievale fu l’ultima espressione tradizionale di questa concezione sacra della metallurgia.

Sotto l’egida di Brigit erano anche i misteri druidici della guarigione, e di questo sono testimonianza le numerose “sorgenti di Brigit”. Diffuse un po’ ovunque nelle Isole Britanniche, alcune di esse hanno preservato fino ad oggi numerose tradizioni circa le loro qualità guaritrici. Ancora oggi, ai rami degli alberi che sorgono nelle loro vicinanze, i contadini appendono strisce di stoffa o nastri a indicare le malattie da cui vogliono essere guariti.

Sacri a Brigit erano la ruota del filatoio, la coppa e lo specchio.
Lo specchio è strumento di divinazione e simboleggia l’immagine dell’Altro Mondo cui hanno accesso eroi e iniziati.
La ruota del filatoio è il centro ruotante del cosmo, il volgere della Ruota dell’Anno e anche la ruota che fila i fili delle nostre vite.
La coppa è il grembo della Dea da cui tutte le cose nascono.

Cristianizzata come Santa Bridget o Bride, come viene chiamata familiarmente in gaelico, essa venne ritenuta la miracolosa levatrice o madre adottiva di Gesù Cristo e la sua festa si celebra appunto l’1 febbraio, giorno di Santa Bridget o Là Fhéile Brfd.
Riguardo questa santa, di cui è tanto dubbia l’esistenza storica quanto certa la sua derivazione pagana, si diceva che avesse il potere di moltiplicare cibi e bevande per nutrire i poveri, potendo trasformare in birra perfino l’acqua in cui si lavava!
A Santa Bridget fu consacrato il monastero irlandese di Kildare, dove un fuoco in suo onore era mantenuto perpetuamente acceso da diciannove monache. Ogni suora a turno vegliava sul fuoco per un’intera giornata di un ciclo di venti giorni; quando giungeva il turno della diciannovesima suora ella doveva pronunciare la formula rituale “Bridget proteggi il tuo fuoco. Questa è la tua notte”. Il ventesimo giorno si diceva fosse la stessa Bridget a tenere miracolosamente acceso il fuoco. Il numero diciannove richiama il ciclo lunare metonico che si ripete identico ogni diciannove anni solari.
Inutile ricordare come questa usanza ricordasse il collegio delle Vestali che tenevano sempre acceso il sacro fuoco di vesta nell’antica Roma, ma più probabilmente la devozione delle suore di Kildare si ricollega alle Galliceniae, una leggendaria sorellanza di druidesse che sorvegliavano gelosamente il loro recinto sacro dall’intrusione degli uomini e i cui riti furono mantenuti attraverso molte generazioni.
Allo stesso modo, nel monastero di Kildare solo alle donne era concesso di entrare nel recinto dove bruciava il fuoco, che veniva tenuto acceso con mantici, come ricorda Geraldo di Cambria nel 120 secolo. Il fuoco bruciò ininterrottamente dal tempo della leggendaria fondazione del santuario, nel 60 secolo, fino al regno di Enrico VIII, quando la Riforma protestante pose fine a questa devozione più pagana che cattolica.

Riti tradizionali di Imbolc
I riti di Brigit celebrati a Imbolc ci sono stati tramandati dal folklore scozzese e irlandese.

Il letto di Bride
Nelle Isole Ebridi (che forse devono il loro nome proprio a Brigit o Bride) le donne dei villaggi si radunano insieme in qualche casa e fabbricano un’ immagine dell’antica Dea, la vestono di bianco e pongono un cristallo sulla posizione del cuore. In Scozia, la vigilia di Santa Bridget le donne vestono un fascio di spighe di avena con abiti femminili e lo depongono in una cesta, il “letto di Brid”, con a fianco un bastone di forma fallica. Poi esse gridano tre volte “Brid è venuta, Brid è benvenuta!”, indi lasciano bruciare torce e candele vicino al “letto” tutta la notte.
Se la mattina dopo trovano l’impronta del bastone nelle ceneri del focolare, ne traggono un presagio di prosperità per l’anno a venire. Il significato di questa usanza è chiaro: le donne preparano un luogo per accogliere la Dea e invitano allo stesso tempo il potere fecondante maschile a unirsi a lei. Anche nell’isola di Man veniva compiuta una cerimonia simile, chiamata Laa’l Breesley. Nell’Inghilterra del Nord, terra dell’antica Brigantia, la ricorrenza veniva denominata “Giorno delle Levatrici”.

La croce di Brigid
In Irlanda, si preparano con giunchi e rametti le cosiddette croci di Brigit, a quattro bracci uguali racchiusi in un cerchio, cioè la figura della ruota solare (che è simbolo appropriato per una divinità del fuoco e della luce); lo stesso giorno vengono bruciate le croci preparate l’anno prima e conservate fino ad allora.La fabbricazione delle croci di Brigit deriva forse da un’antica usanza precristiana collegata alla preparazione dei semi di grano per la semina.

Questi oggetti simbolici, confezionati con materiale vegetale, ci ricordano tra l’altro che la luce ed il calore sono indispensabili alla vegetazione che si rinnova in continuazione, anno dopo anno. Le spighe di avena (o grano, orzo, ecc.) usate per fabbricare le bambole di Brigit, provengono dall’ultimo covone del raccolto dell’anno precedente. Questo ultimo covone, in molte tradizioni europee è chiamato la Madre del Grano (o dell’Orzo, dell’Avena, ecc.) e la bambola propiziatoria confezionata con le sue spighe è la Fanciulla del Grano (o dell’Orzo, dell’Avena, ecc.).Si credeva cioè che lo spirito del cereale o la stessa Dea del Grano risiedesse nell’ultimo covone mietuto: come le spighe del vecchio raccolto sono il seme di quello successivo, così la vecchia divinità dell’autunno e dell’inverno si trasformava nella giovane Dea della primavera, in quella infinita catena di immortalità che è il ciclo di nascita, morte e rinascita. E Brigit rappresenta appunto la giovane Dea della primavera.

Una leggenda
Un antico codice irlandese, il Libro di Lisrnore, riporta una curiosa leggenda. Si narra che a Roma i ragazzi usavano giocare ad un gioco da tavolo in cui una vecchia megera liberava un drago mentre dall’altra parte una giovane fanciulla lasciava libero un agnello che sconfiggeva il drago. La megera allora scagliava un leone contro la fanciulla, la quale però provocava a sua volta una grandine che abbatteva il leone. Papa Bonifacio, dopo aver interrogato i ragazzi e aver saputo che il gioco era stato insegnato loro dalla Sibilla, lo proibì.
La megera non è altro che la Vecchia Dea dell’Inverno sconfitta dalla Giovane Dea della Primavera. Essendo questa leggenda stata raccolta in un ambito culturale celtico, si può supporre che la Vecchia altri non era che la Cailleach a cui si contrappone Brigit. Il riferimento all’agnello è un altro simbolo del periodo di Imbolc, anche se i commentatori medievali lo considerarono l’emblema di Gesù Cristo.
In realtà è la Vecchia Dea che si rinnova trasformandosi in Giovane Dea, così come il Vecchio Grano diviene il nuovo raccolto. I Carmina Gadelica, una raccolta di miti, proverbi e poemi gaelici di Scozia, raccolti e trascritti alla fine dell’800 dal folklorista scozzese Alexander Carmichael, riportano la seguente filastrocca:

“La mattina del Giorno di Bride
Il serpente uscirà fuori dalla tana
Non molesterò il serpente
Né il serpente molesterà me”

Il serpente appare come uno degli animali-totem di Brigit. In molte culture il serpente o drago è simbolo dello spirito della terra e delle forze naturali di crescita, decadimento e rinnovamento. Nel giorno di Bride il serpente si risveglia dal suo sonno invernale e i contadini ne traevano il presagio della fine imminente della cattiva stagione. Il serpente è uno dei molti aspetti dell’antica Dea della terra: la muta della sua pelle simboleggia il rinnovamento della Natura e anche la sua dualità Infatti in gaelico “neamh” (cielo) è simile a “naimh” (veleno), provenendo entrambi dalla radice “nem”. La Vecchia Dea e la Giovane Dea sono la stessa persona! (nelle fiabe l’eroe che coraggiosamente bacia una vecchia megera si ritrova di fronte una bellissima fanciulla...)

La Dea Februa
In un’altra area culturale europea, nell’antica Roma, i primi giorni di febbraio erano sacri alla dea Februa o a Giunone Februata. “Februare” in latino significa purificare, quindi febbraio è il mese delle purificazioni (anche la febbre è un modo di purificarsi usato dal nostro corpo!).
Processioni in onore di Februa percorrevano la città con fiaccole accese, simbolo di luce e allo stesso tempo, di purificazione.


La Candelora
Un’altra usanza, legata anche a rituali di fertilità erano i Lupercali: i Luperci, sacerdoti di Fauno, correvano per le strade vestiti solo con una pelle di capra e con una frusta (anche essa fabbricata con strisce di pelle di capra) con la quale battevano le giovani spose per propiziarne la fertilità (e quindi la capacità di partorire).
La Chiesa, per combattere queste usanze, istituì processioni con candele, alle quali a partire dall’11° secolo aggiunse la benedizione delle candele per gli altari. Col nome di Candelora o Candlemas (nei paesi anglosassoni) è nota la festa cristiana del 2 febbraio, denominata “Presentazione del Signore al Tempio”. Ma è evidente che la nuova religione non ha potuto modificare il significato autentico della festa, un significato che è profondamente incarnato nella Natura e nello spirito umano.
Il legame della festa con le candele, la purificazione e l’infanzia, sopravvisse nell’usanza medievale di condurre le donne in chiesa dopo il parto a portare candele accese.

L’idea di una purificazione rituale in questo periodo è rimasta forte nel folklore europeo. Ad esempio le decorazioni vegetali natalizie vengono messe da parte e bruciate alla Candelora per evitare che i folletti che in esse si sono nascosti infestino le case.

Il concetto di purificazione è presupposto di una nuova vita: si eliminano le impurità del passato per far posto alle cose nuove. Alcuni gruppi neopagani europei festeggiano Imbolc accendendo candele che sporgono da una bacinella di acqua. Il significato è quello della luce della nuova vita che emerge dalle acque del grembo materno, le acque lustrali di Imbolc che lavano via le scorie invernali. Un antico detto celtico ricordava come fosse una buona cosa lavarsi mani e viso a Imbolc!

La pianta sacra di Imbolc è il bucaneve. E’ il primo fiore dell’anno a sbocciare e il suo colore bianco ricorda allo stesso tempo la purezza della Giovane Dea e il latte che nutre gli agnelli.

Celebrare Imbolc
Fisicamente è opportuno praticare una dieta più leggera, dopo che i banchetti delle feste invernali e la forzata sedentarietà trascorsa al chiuso delle nostre case, hanno appesantito il nostro fisico. Possiamo anche decidere di fare una bella pulizia in casa! E’ utile purificare la nostra casa e il nostro corpo con il fumo dell’incenso: vanno benissimo anche i bastoncini di incenso profumati che si trovano ovunque in commercio. Scegliamo pure l’aroma che ci piace di più e lasciamo che il fumo sottile pulisca i nostri corpi energetici.

Psicologicamente è il momento di purificare la nostra mente dai cattivi pensieri e dai sentimenti inadeguati. Una bella pulizia mentale, che ci consenta di fare entrare in noi la luce della Natura rinnovata e di partecipare al risveglio del cosmo dalla lunga notte invernale.

Spiritualmente può essere utile la celebrazione di piccoli rituali legati ai simboli della festa.

Qui di seguito vengono proposti tre riti che possono essere eseguiti per celebrare Imbolc.

Accendere una candela
Un rituale molto semplice può essere quello di accendere una candela bianca (colore di purificazione) dicendo “Accendo la fiamma di Brigit per illuminare il cammino della mia vita”.
Si mediti per un po’ di tempo sui significati della festa: sul nostro bisogno di purificazione, sulla necessità di abbandonare cose e aspetti della nostra vita che non ci piacciono più, sulle nuove cose che vogliamo portare nelle nostre esistenze.
Poi si porti la candela accesa nelle varie stanze della nostra abitazione, facendo il giro degli ambienti in senso orario (magicamente è la direzione propizia, che porta energia). Alla fine si spenga la candela dicendo “Spengo la fiamma di Brigit per farla vivere in me” e si visualizzi la luce della candela che entra in noi.

Festeggiare Brigid in una famiglia
Se si vuole compiere qualcosa di più tradizionale, gli uomini possono uscire dopo l’imbrunire della vigilia di Imbolc, per andare a raccogliere un dono per Brigit (pietra, conchiglia, penna di uccello) da riportare in casa. Le donne invece possono trascorrere la vigilia di Imbolc pulendo la casa e immaginando di ramazzare via le energie morte dell’inverno: la Vecchia dell’Inverno è cacciata fuori dall’uscio di casa con la scopa.
Poi, sempre le donne, con rametti raccolti in precedenza preparano un letto per Brigit dove depongono una bambola fabbricata con spighe tenute da parte per l’occasione, e danno il benvenuto alla Dea accendendo una candela bianca e meditando sulla nuova vita che sta tornando.
Anche gli uomini, ritornati in casa con il dono per Brigit possono accendere una candela bianca e meditare sul ritorno della luce e della buona stagione.

Accendere tre candele
Un rituale invece più complesso, che possono eseguire tutti, consiste nel procurarsi tre candele (sempre di colore bianco!), e disporle in un triangolo, con la punta rivolta verso nord. Nel centro del triangolo così disposto si pone un calice di acqua (simbolo della purificazione) o di latte (simbolo del nutrimento della nuova vita).
Dopo un breve rilassamento, seduti o in piedi, ci si muove verso la candela a nord, la si accende e si dice “Signora dell’Inverno, ti dico addio, la tua stagione è terminata”. Si visualizzi il gelido potere dell’inverno che si allontana. Dopo avere sostato un po’, ci si sposta alla candela di sud-est, la si accende e si dice “Signora della Primavera, ti offro un caloroso benvenuto, la terra è il tuo letto”. Si visualizzi il gioioso potere della primavera che si avvicina. Dopo un po’ si va alla candela di sud-ovest, la si accende e si dice “Signora dell’Estate, presto io ti chiamerò e risveglierò il tuo amante”. Si visualizzi il potere ancora lontano della bella stagione, desideroso di nascere e pulsante di vita nel sottosuolo.
Quando ci si sente pronti, si va al centro del triangolo, si raccoglie il calice e si dice “Io bevo il potere della Triplice Dea. Possa questo potere diffondersi su tutta la terra per segnare la nascita della primavera”. Si beve dal calice e si immagina il potere che fluisce in noi, attraverso di noi per risvegliare la Natura. A questo punto si può inserire qualche usanza ricordata in precedenza, cioè la fabbricazione del letto di Brigit o l’arsione delle decorazione vegetali delle feste invernali. Oppure si può semplicemente concludere la cerimonia andando a ciascuna delle candele, nell’ordine in cui sono state accese: si spengono dicendo mentalmente o ad alta voce “Va’ fuoco e caccia l’inverno, riscalda la terra e risveglia la primavera”. Ovviamente in tutti questi piccoli rituali le parole delle formule possono essere adattate e se lo desideriamo, possiamo utilizzare brevi frasi che noi stessi avremo composto, secondo le nostre capacità e la nostra sensibilità.


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l'immagine è di Argante (Ynis Afallach Tuath)

fino a che punto


Fino a che punto riesco a scrollarmi di dosso il condizionamento della mia vita precedente? Me lo chiedo mentre dovrei riemergere dal ventre della terra e accogliere la nascente, candida, purissima luce di Imbolc... Intanto penso a come decorare la mia casa, con candele bianche e tendine trasparenti o di pizzo e nastri di raso vaniglia o candidi per le finestre, magari per quella dello studiolo...
A volte tutto mi precipita addosso e credo di dover tornare indietro, al cattolicesimo... ma poi?
Vorrei parlarne con qualcuno, ma con chi?