martedì 31 marzo 2009

Terremoto


Da due mesi qui da noi la Madre Terra ci sta agitando il "pavimento" sotto i piedi, ieri pomeriggio una bella scossetta di magnitudo 4 della scala Richter.
E oggi le scuole sono chiuse e le mie bimbe a casa, tra l'altro la grande è tornata con febbre e gola rossa dalla gita.
Pensavo, stamane, che se facesse il terremoto vorrei nascondermi, nonostante la claustrofobia di cui soffro da sempre, nel ventre della mia montagna adorata, il Gran Sasso, andrei a stanare gli scienziati dell'istituto di fisica nucleare e vorrei rimanere sepolta lì, anche perché se cade la montagna, tutto il resto attorno sarebbe divenuto già un deserto... e finirei nel ventre di mia madre, la sola che abbia mai avuto, la Terra, la mia signora, colei che amo e che venero da quando ho ricordo della mia coscienza.

domenica 29 marzo 2009

Pioggia


Pioggia, ancora. Mi sembra che ci serva ora, benché per mesi non abbiamo visto altro. Eppure mi pare che ora occorra, per lavare via dall'anima questo malessere, per dare una sistemata alla terra e al mio viso, che, ad occhi chiusi, cerca il vento per respirare l'infinito.
I mandorli lungo le strade qui sono in fiore, bianchi e rosa, il ciliegio ha le gemme gonfie, le rose le prime foglie. Dovrò potarle, perché siano belle in primavera e abbiano fiori estivi.
Lo sto facendo anche con la mia vita, mi accorgo. Tolgo quello che non serve più.
Fa quasi sempre male. Come le spine, i cattivi ricordi sono agganciati alla pelle dell'anima. Ma lo farò.
Sto passando ora una vera purificazione, anche fisica. Prima della riemersione, dopo il confronto. Perché quando rivedrò la luce, dopo il ventre oscuro di mia madre Terra, saprò dove mettere i miei passi.

venerdì 27 marzo 2009

I miei giorni


Sono giorni pensosi, questi. Giorni in cui l'aria fredda si colma ancora di neve e di candore e della violenza della pioggia, in cui il sole non riesce a resistere a lungo nel cielo, giorni che non riescono a farmi sorridere.
Sarà che ho il cuore appesantito dalle preoccupazioni. Sarà che sento il mio spirito, il mio vero spirito, quell'anima ancestrale che finora è rimasta sepolta, soffocata in me, risvegliarsi, affacciarsi sul mondo, nella luce.
E non avviene con gioia. Con stupore, con sollievo forse, ma non con gioia.
Riappropriarmi di ciò che era mio e che è stato distrutto prima ancora che potessi conoscerlo e costruirne, mi crea un dolore antico da riassumere, di cui riappropriarmi.
Ma il dolore serve. Aiuta a vivere.
La vita non è un gioco di ruolo. Nessuno può decidere ciò che accadrà.
Posso lottare perché sia come desidero che sia.
Ma il futuro riposa sulle ginocchia degli dei, dicevano i latini.

venerdì 20 marzo 2009

neve


Da ieri sera nevica, ancora. Pioggia moltissima quest'anno. E anche buone nevicate. Ora vorrei proprio che la dolce vergine fanciulla della primavera che è tornata tra noi a Imbolc prendesse a danzare fra noi, allietando con la sua bellezza i nostri giorni.

dipinto di antonio anelli

lunedì 16 marzo 2009

comprendere


Sono in ricerca, sono in cammino, ciò che trovo forse m'apparteneva, ciò che perdo non era già mio ma sovrapposto da altri, ciò che desidero è già dentro di me.
Comprendere, ecco cosa desidero.
S'approssima la riemersione, il confronto e io sto raccogliendo il vissuto per farne briciole di quotidiano.
E chiedo l'aiuto alla mia compagna di viaggio, la civetta, perché mi aiuti a vedere e a comprendere.

Ascoltando l'anima


Sempre più forte cresce in me il desiderio di solitudine, di pace, di boschi e di passeggiate, di piccoli gesti quotidiani di amore per la Madre Terra e per coloro che mi sono accanto, della cura della casa, di essere custode del focolare, sempre maggiore il desiderio.
Ora non posso che assecondarlo in parte.
Verrà un giorno, non lontano, lo sento, in cui tutto questo si realizzerà.

giovedì 12 marzo 2009

strega


Se dico la mia, sono una strega.
Se non la penso come la massa uniformata e perbenista, sono una strega.
Se amo la notte e le sue creature alate o striscianti, sono una strega.
Se custodisco la memoria del focolare, delle antenate, del sapere tramandato di madre in figlia, sono una strega.
Se non mi diverto a veder torturati gli animali, sono una strega.
Se amo i corsi d'acqua e la pioggia e le fonti,
se amo gli animali e li riconosco fratelli e signori,
se seguo la danza della luna nel cielo,
se gioisco della bellezza della terra
e invoco benedizioni,
sono una strega.

No.
Non sono una strega.
Non lo sono. Non ancora, forse.

Un giorno.
Quando avrò recuperato le mie radici,
avrò appreso per tramandare,
onorato per trasmettere,
imparato per costruire,
quando la mia femminilità avrà smesso di essere un fardello
e la sua bellezza mi avrà completamente inebriato,
quando sarò capace di danzare con la luna
e sorridere al sole,
quando camminerò con il vento
e ruggirò con la tempesta,
me ne starò quiete e silente con la neve
allora,
sarò una strega.

Quando raccoglierò l'eredità di chi mi ha preceduto
e la trasmetterò a chi mi segue,
allora sarò una strega.

Quando sarà il momento,
in questa vita o in un'altra,
allora sarò una strega.

Non prima.
Non ora.

martedì 10 marzo 2009

Streghe del Focolare (Kitchen)




Principalmente è una maniera per indicare chi, pur restando nell'ambito della propria casa, si occupa del lato pratico della religione, della magia, della terra e degli elementi. Ci sono alcuni che brontolano, sentendo questo tipo di terminologia, perché lo ritengono degradante o semplicemente inadeguato. Vale la pena di ricordare che la Vecchia Religione è pur incominciata in qualche posto e molto probabilmente la cucina (o il posto col fuoco dove si metteva a scaldare il pentolone) era il
fulcro centrale di molte magie, incantesimi, guarigioni e riti in generale. Dopo tutto, è il posto dove ci si riunisce durante le feste; la cucina della Nonna è sempre sempre stata fucina di storie, favole, racconti, memorie magiche per umanità, visioni di Madre che non abbandonano i nostri ricordi e ci sostengono ancor oggi.

http://cerchiodellefate.splinder.com/tag/streghe

Pienezza


Sarà la luna piena che è ormai prossima, sarà che sono anche nel mio periodo più "vivace" allo stesso tempo e che oggi c'è il sole... ma mi sento piena di energia da scoppiare, avverto con forza la presenza della Madre attorno a me, dentro di me, accanto a me... potrei danzare, ridere e cantare, nuda, scalza, sola, libera, con il sole sulla pelle o la luna sul viso...
Grazie Madre!

venerdì 6 marzo 2009

Passi


Passi,
pesanti come i pensieri gravosi
incerti come quelli di chi impara a camminare
agevoli come i piedi degli innamorati
danzanti come la grazia dell'armonia
sicuri come quelli che sanno dove andare
liberi come coloro che hanno conosciuto la via
solitari come i miei da sempre
passi
verso te Signora,
Dea,
Madre,
Sorella,
Generatrice di vita
Datrice di morte,
verso te che mi accogli,
mi fai crescere
e mi rigeneri
se metto i miei passi
dietro i tuoi.

mercoledì 4 marzo 2009

Donna, dono della Dea


Quando piove avverto con maggiore intensità il richiamo della tranquillità domestica. In questa femminina connotazione ritrovo un tesoro sepolto sotto secoli di sciocca repressione, che identificava il focolare come luogo servile da demandare alle donne perché incapaci di fare altro che badare alle incombenze domestiche.
Il femminismo ha avuto moltissimi pregi e anche macroscopici difetti. Se non altro ha dato alle donne una chance di recuperare l'essenza della propria femminilità.
Il problema è ritrovare le radici.
Da un mondo in cui c'era una cultura femminina della vita, con nonne, zie e madri che insegnavano manualmente e spiritualmente come e cosa fare dinanzi ai misteri di nascita, crescita e morte, siamo state staccate da questo caldo ventre materno per ritrovarci mascolinizzate in un mondo in cui, abdicando come donne, non potremo mai avere attenzione come uomini, giacchè non solo non lo siamo, ma non siamo chiamate ad esserlo.
Ecco, provo rabbia e nostalgia per ciò che mia nonna sapeva e io non più.
Già mia madre sa lavorare un po' con le mani (ferri, uncinetto, cucito) ma non ha insegnato alle figlie a fare altrettanto, non è più custode di un retaggio femminile tramandato oralmente.
E io mi ritrovo nuda e orfana in un mondo che, nonostante lifting e modelle anoressiche, ha bisogno, un disperato bisogno, di ritrovare la pienezza della femminilità che non si vergogni più di essere tale, nonostante l'indottrinamento martellante e ossessivo che tutto ciò che è femminile è, in qualche modo, tarato, contaminato, peccaminoso, sbagliato, da nascondere e portare come colpa, come croce attraverso la quale redimersi. Ma quando mai???!!!!!
Questa è una mentalità patriarcale maschilista che ha schiacciato ciò che non capiva e non conosceva, che ha impedito alla donna di avere pensieri, cuore, sentimenti, anima e istruzione per millenni, così da averne il predominio.
E ora non c'è da battere i maschietti sul loro campo. Lasciamo che si battano tra loro. E' la sola cosa che intendono bene: la lotta, il predominio, il territorio, l'oggettivizzazione della vita così da controllarla e incasellarla, donne e bambini inclusi (il che spiega o almeno fa riflettere perchè la maggior parte degli stupri, incesti e abusi pedofili sono perpetrati da maschi...).
Torniamo a essere donne, vere donne, capaci di accogliere e generare la vita fisicamente ed emotivamente, a non aver paura di essere sentimentali, non è sciocco, non è sbagliato, è umano, è femminile, è grazie a questo che la vita viene accolta e prospera ancora; riprendiamoci il controllo della casa, della nostra sessualità, non lasciamo che siano medici maschi (ginecologi in primis) a sentire e sapere ciò che non potranno mai capire, nemmeno studiassero milioni di anni; non vergogniamoci del ciclo mestruale, non è un orrore, è un dono, dovremmo ritrovare tempi e ritmi per viverlo in serenità, senza "fingere" che in quei giorni niente sia cambiato in noi, per paura di non venir accettate dagli uomini.
E potrei seguitare.
Ma guardo il cielo gravido di pioggia, l'acqua che scende a riempire le vene della terra e tutto trascolora.
Ho preso un impegno con me stessa e verso le mie figlie.
Magari non cambio la società, ci vorrebbero migliaia di anni, nonché un risveglio planetario femminile sulla bellezza e l'importanza della femminilità.
Ma posso rendere le mie figlie consapevoli di che gran dono siano per se stesse e per gli altri e come evitare cattiverie fisiche e psichiche.
Almeno tenterò.

lunedì 2 marzo 2009

la mia anima


E' carica di anni e di ferite, è bambina che intimidita dal luogo in cui è stata rinchiusa occhieggia con tremore la vita, è fanciulla che ha perduto il sorriso della giovinezza, è donna che affronta il quotidiano cercando di costruire una via ampia e comoda per tutti coloro che ama, è sognatrice, che cerca la luce e l'armonia della vita che non ha fine, è passato e presente che anela a un futuro di conoscenza.
La mia anima, che non muore.
Che ha trovato la Dea sul proprio cammino e ad ella rivolge il suo sorriso.
Che dietro la Madre signora di vita e di morte, di rinascita e risveglio, pone i propri passi.
Che non cerca altro che la via, la propria via, per non perderla di nuovo.

dal ventre di mia madre


Sto aspettando di riemergere dal ventre di mia madre, la Terra.
Come seme, come vita che germoglia, che dischiude lo sguardo per la prima volta al cielo e accoglie il respiro dell'infinito sul volto.
Eccomi, sono qui, in attesa nel buio.