martedì 4 dicembre 2012

Danza

Come una danza che ruggisce dentro di me, il richiamo viscerale della terra che mi riporta con il viso nel fango e annulla tutte le pretese della mia mente, perché mi renda conto che ciò che conta è già dentro di me senza che debba trovarne un appiglio fuori e mi lascia, nella danza, nuda, a muovere i miei passi su una terra aspra e sassosa che non mi decido a dissodare, anno dopo anno, perché il mio palato è abituato al gusto preconfezionato di ciò che non nutre e appesantisce ma che soddisfa la pigrizia di chi ormai non sa più procurarsi il cibo, quello vero, quello che serve per sopravvivere.
Danza, danza e ruggisce dentro di me vibrando come l'armonia che dilaga a ondate infinite nel cosmo senza sosta e mi chiama a raccolta, perché la danza solitaria s'intrecci con la divina bellezza che permea l'universo e costruisce fecondando scie d'amore il domani che già oggi emerge dal nostro divenire, progressivo, inarrestabile, danzante.


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