lunedì 22 luglio 2013

Il vento tra i rami e il ricordo degli Antenati

Ascolto il vento tra i rami dei possenti abeti del giardino, nel silenzio notturno e penso a coloro che amai e che non sono più. In particolare alle Antenate e agli Antenati, di cui s'approssima con il Tempo del Raccolto, il ricordo, così caro al mio cuore.
Nonne, nonni, zie e zii, cugine e cugini, una linea di famiglia che però nel cuore unisce anche coloro che non ebbero in comune con me il sangue: Marjia Gimbutas, le Madri della mia gente, le Fanciulle del Calderone e tutte le donne che di grembo in grembo, di utero in utero, nel dna mitocondriale, hanno fatto sì che il mondo fosse un luogo migliore.
Il ricordo non significa semplice memoria, ma non far morire davvero chi non è più in questo tempo con me. Rivivrò ciò che mi hanno dato, chiuderò gli occhi e dedicherò loro amore, silenzio e memoria, costruirò un pannello con tutti i loro volti, con ciò che mi fa pensare a loro e lo terrò accanto a me, perché sono un ramo ancora vivo del mio albero, pregherò e offrirò benedizione per guarire le linee familiari che ne hanno bisogno e quando tutto sarà concluso io sarò più vera, più viva.

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