giovedì 29 agosto 2013

Dea

Un passo dopo l'altro.

Dea.

Un richiamo in fondo al cuore, in un luogo intimo dove persino io fatico a ritrovare la capacità di rimanere, semplicemente, in silenzio.

Dea. Un nome che racchiude un sentire infinito e amato.

Molti volti, molti nomi, come molti sono i passi nella ricerca, nel Cammino.

Dea.

Uno solo, Madre, antica Madre, Madre Natura, forse Eywa, evocativo di un concetto d'infinito così perfetto e aperto per ciò che Ella è nel mio cuore.

Frigga, Madre dei miei antichi fratelli, del mio popolo di molte vite fa o Brigid, Signora che per prima, assieme a Ceridwen, mi venne incontro e che amo teneramente.

Dea della Ruota del Filatoio, Signora che intesse cielo e terra.

E ancora, più giù, più in fondo, dentro di me dove non riesco ad arrivare, dove voglio scendere, senza nome, senza volto, senza passato, solo presente e avvenire, giacchè Ella è, semplicemente e io voglio guardarla in volto e lasciarmi guardare, in un muto scambio di reciproco desiderio.


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